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"Piscina comunale usata per altri scopi? Se vero sarà valido motivo per interrompere la concessione". L'ira di Scapecchi

Una foto diffusa su Facebook (e poi oscurata) sarebbe all'origine della forte presa di posizione dell'assessore allo sport di Arezzo

Un post Facebook condiviso tra più utenti e alcune segnalazioni hanno fatto balzare sulla sedia l'assessore allo sport Federico Scapecchi che ha sbottato. Arriva una nuova puntata della lunga saga sulla piscina comunale di Arezzo, chiusa su ordinanza dell'amministrazione, per violazione delle normative anti-covid e per il mancato accordo tra il gestore e la società sportiva organizzatrice dei corsi di nuoto. 

Il motivo dell'ira di Scapecchi è nell'uso che ne sarebbe stato fatto nelle ore scorse degli uffici del Centro Sport Chimera in viale Gramsci, locali che sembrano essere stati aperti per motivi diversi da quelli previsti dalla convenzione con il Comune di Arezzo stilata all'inizio degli anni 2000 in conseguenza del project financing utilizzato come strumento per la costruzione dell'immobile. 

"Apprendo da Facebook e da numerosissime segnalazioni di utenti della piscina che la stessa, ancora chiusa per volontà del gestore, pare sia stata utilizzata per scopi diversi da quelli stabiliti dalla convenzione che ne regola la gestione, e in palese violazione delle normative anti Covid. Se ciò risulterà vero, oltre ad essere un fatto increscioso e indecoroso, sarà anche un valido motivo per il quale il concedente (Comune di Arezzo) potrà dichiarare la decadenza del concessionario (gestore). Se il gestore pensa di poter fare il proprio comodo in un impianto pubblico ha sbagliato, e di grosso. La pazienza è finita."

Scapecchi sembra annunciare un passo avanti nella crisi in atto mostrando l'intenzione di far verificare agli organi preposti quanto accaduto e se fosse confermato quanto apparso su un post, potrebbe scattare, sempre secondo l'amministrazione, quel famoso valido motivo per interrompere la concessione. Un atto che farebbe il Comune nei confronti di Valter Magara, amministratore unico della società che gestisce il palazzetto del nuoto di Arezzo e che tuttora ha in mano un contratto che invece li legherebbe fino al 2042.

Nella foto pubblicata alcune ore fa e poi oscurata si vedono una decina di persone in uno degli uffici del palazzetto del nuoto.

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Le puntate precedenti

Gli atleti e le loro famiglie sono in attesa della riapertura dal 20 di gennaio, giorno successivo all'ultimo blitz della municipale. Il 9 febbraio scorso dopo lunghi giorni di studio negli uffici comunali, l'amministrazione ha annunciato che era stata firmata una deroga all'ordinanza di chiusura e quindi la piscina comunale poteva riaprire grazie all'impegno preso dall'associazione sportiva Chimera Nuoto di fare il controllo del green pass al posto del gestore. Questo però non è diventato realtà ed è rimasto solo nella carta. La famiglia Magara non ha riaperto la piscina ed è apparso evidente, anche in base all'ultimo bilancio depositato, che accanto alle posizioni no green pass portate avanti anche nella gestione di un bene pubblico, ci sono anche problemi economici da affrontare.

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