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Incidente ferroviario a Santa Mama. I residenti: "No alla chiusura della strada. Lfi si confronti con noi"

L'appello arriva direttamente dagli abitanti della frazione i quali, nel ribadire la necessità di mettere in sicurezza il passaggio a livello, chiedono un confronto con le istituzioni

“Che il passaggio a livello sia pericoloso lo sappiamo bene. Ma non possiamo pensare di metterlo in sicurezza erigendovi un muro”. Sono i residenti di Santa Mama, frazione del comune di Subbiano, a esprimere il proprio punto di vista all’indomani dell’incidente ferroviario verificatosi in corrispondenza dell’intersezione tra la linea Arezzo-Stia e la provinciale 71. Una tragedia davvero sfiorata che, fortunatamente, si è conclusa con un solo ferito - il conducente del veicolo - il quale ha riportato traumi lievi. “Però poteva andare diversamente - ha ribadito subito dopo l’accaduto Maurizio Seri presidente Lfi, azienda che si occupa della gestione del tratto ferroviario - sono anni che insistiamo affinché il passaggio a livello venga messo in sicurezza. A nostro avviso è troppo pericoloso e va chiuso subito senza aspettare la variante alla strada regionale 71”.

“Non siamo affatto contrari - spiega Cristian Marzi, dell’associazione culturale e sportiva Le tre Contrade di Santa Mama - però, e in questo mi faccio portavoce dei 100 residenti di questo borgo, vediamo come chiuderlo. Se si erige un muro e basta decretiamo definitivamente la morte del paese che, inutile ricordarlo, soffre come tutte le frazioni di problemi legati allo spopolamento. Personalmente, così come tanti altri membri dell’associazione, facciamo l’impossibile per creare momenti di aggregazione per il paese e dunque, chiudere la strada di accesso principale non ci sembra la soluzione”. La considerazione nasce in seguito alle dichiarazioni del stesso Seri il quale ha riferito che se il passaggio livello ancora non è stato reso inaccessibile è perché “ci sono resistenze sul territorio” anche se esisterebbe “una strada alternativa” di accesso.

“È da lungo tempo - replicano dall’associazione Le tre Contrade - che chiediamo incontri con Lfi e amministrazione comunale. Vorremmo, in qualità di residenti della zona, poter dire la nostra e proporre delle soluzioni alternative. Noi tutti siamo consapevoli della necessità di trovare quanto prima una soluzione efficace e definitiva. Siamo pronti a fare la nostra parte senza penalizzare nessuno”.

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