Domenica, 25 Luglio 2021
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Variante delta, Caremani: "Il vaccino è la soluzione, c'è chi ha paura di farlo per le fake news. Bisogna convincerlo"

L'ex direttore di Malattie Infettive del San Donato: "Non siamo fuori dall'emergenza, dobbiamo continuare ad avere prudenza". E sui vaccini: "Superare i timori. Auspico il 75% degli italiani vaccinati entro l'autunno"

Marcello Caremani

Le varianti stanno prendendo sempre più piede tra i nuovi casi positivi al Covid-19, in particolare occorre fare attenzione alla variante delta. Il professor Marcello Caremani, medico senior ed ex direttore di Malattie Infettive all'ospedale San Donato di Arezzo esprime con fermezza l'importanza del vaccino per interrompere nuove ondate causate dalla nascita di altre varianti.

"La variante indiana conosciuta come delta ha praticamente sostituito quella inglese che era predominante fino a qualche settimana fa - dice Caremani -. Abbiamo fatto grandi passi in avanti con i vaccini e grazie a questo la situazione sarà diversa al periodo con molti casi legati alla variante inglese. Abbiamo una buonissima risposta in merito all'immunità cellulare. Dobbiamo capire cosa succederà nelle prossime settimane, gli epidiemologi pensano che ci sarà un incremento di casi".

Nella giornata di lunedì nell'Aretino si sono registrati 9 nuovi casi, un piccolo incremento rispetto ai giorni precedenti e sono stati riscontrati altri 5 casi di variante delta in tutta la provincia, che si sommano ai primi tre certificati una settimana fa. C'è poi la nuova variante colombiana, non più pericolosa delle altre, che è stata riscontrata nella Asl (nel Grossetano) con sei casi.

"Nella situazione attuale bisogna aspettarci un aumento dei casi, i morti non esprimono la situazione attuale. L'impegno è quello di continuare a vaccinarsi. Purtroppo ci sono migliaia di persone che non vogliono sottoporsi al vaccino, ci sono tre categorie: i no vax, i 'furbetti' che non si vaccinano perché tanto lo fanno gli altri e numerose persone che hanno paura, a causa delle fake news su effetti collaterali e la modifica del dna. Dobbiamo lavorare sull'ultimo gruppo, convincerli dell'importanza del vaccino e fargli comprendere che i vaccini hanno cambiato la storia del mondo: sono decine le malattie che sono state messe a tappeto grazie alle iniezioni. Dobbiamo arrivare a settembre con il 70 per cento degli italiani che hanno completato le due dosi".

Il professor Caremani chiude con una raccomandazione e una speranza: "Dobbiamo continuare ad avere sempre la mascherina a portata di mano e usarla ogni volta che non è possibile rispettare la distanza interpersonale e sempre nei luoghi chiusi. Dobbiamo continuare ad avere prudenza, non abbiamo vinto la guerra ma solo una battaglia. Se gli ultra 65enni e i ragazzi dai 12 anni in su decideranno di vaccinarsi il più possibile, sarà auspicabile tornare a scuola con le lezioni in presenza senza il rischio di un'impennata dei casi nelle prime settimane".

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