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VIDEO | Piscina no green pass. Ghinelli: "Violate norme dello Stato. Se il gestore non si adegua sarà chiusura"

La storia è quella della celeberrima (per le cronache locali) scelta di non richiedere agli utenti l’esibizione del green pass all’ingresso in vasca

“Non vorremmo arrivare al ritiro della concessione ma non c’è altra scelta per l’amministrazione che rispettare la legge”. Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli non ha dubbi. O i gestori della piscina comunale si adeguano alla direttive nazionali, oppure, è plausibile, che l’ente sarà costretto a rescindere l’accordo con la società Centro Sport Chimera. La storia è quella della celeberrima (per le cronache locali) scelta di non richiedere agli utenti l’esibizione del green pass all’ingresso in vasca. Un indirizzo che, come più volte reso noto da Walter Magara, titolare della società che gestisce il palazzetto del nuoto di viale Gramsci, trarrebbe ispirazione dal fatto che il nuoto è un diritto di tutti. Vaccinati e non. Convinzione che ha sollevato più di un interrogativo anche in virtù del fatto, per nulla trascurabile, che il possesso del certificato verde Covid non è un optional ma un obbligo di legge. Ma nonostante i vincoli legali, come detto, i gestori hanno ammesso apertamente la propria volontà ignorando la disposizione governativa. Conseguentemente la polizia municipale non ha potuto che procedere a verifiche amministrative. Dal 24 settembre ad oggi gli agenti hanno staccato varie sanzioni per i mancati adeguamenti sia della struttura di Arezzo che per quella di Foiano, affidata anch’essa alla medesima società. Al momento i gestori hanno sessanta giorni per presentare ricorso contro le sanzioni e mettersi nella condizione di adeguarsi alle normative. In attesa di questa scadenza, la questione è diventata di competenza esclusiva del prefetto Maddalena De Luca che, trascorsi i termini previsti, dovrà prendere le misure necessarie.

“Ne ho parlato molto con il prefetto - ha spiegato il sindaco Alessandro Ghinelli - è evidente che c’è una palese contravvenzione alla legge dello Stato. Per questa ragione è il prefetto che deve emettere un provvedimento restrittivo. Trascorso il tempo previsto per i ricorsi, se non vi saranno altre azioni, sarà lei a dover emettere un provvedimento di chiusura temporanea al quale potrebbe far seguito da parte del Comune la revoca della concessione. Stiamo valutando il tutto con la giunta proprio in questi giorni. Vedremo come dovremo comportarci, anche se spero che il prefetto faccia la sua parte e che proceda alla chiusura temporanea della piscina come segnale per ribadire al gestore che l’amministrazione e le istituzioni non si sono dimenticate della piscina e del fatto che le leggi vanno comunque rispettate. Successivamente ci dirà cosa intenderà fare e se adeguarsi oppure no. Certo che se dovesse continuare su questa linea, l’unica strada per noi sarebbe quella del ritiro della concessione. Mi auguro che ciò non avvenga perché interromperemmo anche l’attività del palazzetto. Però è evidente che se Magara non intende adeguarsi se ne prenderà le proprie responsabilità”.

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