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Cronaca

Piscina anti green pass: i gestori hanno un altro mese di tempo per ricorrere contro le multe. Poi sarà chiusura

Dopo la terza sanzione per i mancati controlli, il caso è finito sul tavolo del Prefetto, che però non può ancora prendere provvedimenti. Il Comune valuta la revoca della concessione

Non controllano il green pass, prendono multe, rischiano di tenere la saracinesca abbassata. I gestori della piscina comunale di Arezzo non hanno ceduto di un millimetro nelle scorse settimane e adesso il caso è arrivato dritto sul tavolo del Prefetto, che però deve attendere sessanta giorni prima di prendere provvedimenti. È questo il termine entro il quale i sanzionati hanno la possibilità di inoltrare ricorso, strada che però, almeno per adesso, non hanno intrapreso. E siccome la prima multa è datata 24 settembre, l'ipotesi della chiusura per il momento è scongiurata.

Resta il fatto che i gestori della piscina sono stati sanzionati già in tre occasioni (quattro se si aggiunge la multa alla piscina di Foiano), l'ultima ieri mattina quando gli agenti della polizia municipale erano accompagnati dagli uomini del dipartimento di sicurezza e prevenzione della Asl. Oltre a richiedere una serie di documenti, è stata accertata di nuovo la negligenza dei gestori riguardo la verifica della certificazione verde, che deve essere esibita da chi scende in vasca e dagli accompagnatori. Senza contare che sui luoghi di lavoro è obbligatoria dal 15 ottobre. Per questo sono state elevate altre tre multe.

Il Comune, che ha affidato la piscina in concessione al Centro Sport Chimera di Valter Magara, sta alla finestra. Ma filtra una certa irritazione nei confronti dei gestori, che il sindaco Ghinelli aveva già esternato nei giorni scorsi a chiare lettere. L'ipotesi della revoca dell'incarico non è da escludere, anche se a oggi è da considerare una soluzione estrema, visto che che richiederebbe tempi burocratici lunghissimi e soprattutto comporterebbe la sospensione dell'attività dei tanti utenti della piscina.

"Noi agiamo sempre in base a tre principi, quello della sicurezza, della salute e del diritto. E siamo tenuti a chiedere solo ed esclusivamente il certificato medico, che tra l'altro abbiamo deciso di estendere anche alle attività ludico motorie che non lo richiederebbero" aveva spiegato Magara al divampare delle prime polemiche. Ma adesso sembra veramente al bivio: ha più o meno un mese di tempo per aggrapparsi al salvagente dei controlli sul green pass o ritrovarsi sott'acqua.

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