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Calciatrici non scendono in campo per il rischio del Covid, l'azienda: "Nessuna imposizione da parte nostra"

L'azienda per la quale Carolina Paganini e Laura Teci - calciatrici dell'Arezzo Calcio Femminile - lavorano, ha risposto con un ulteriore comunicato stampa, nel quale racconta una versione diversa dei fatti

Da un lato la società sportiva, che con un comunicato ha annunciato la rinuncia "non dettata dalla loro volontà" di due calciatrici che non avrebbero disputato l'ultima partita di campionato. Dall'altra l'azienda risponde parlando di una decisione presa dalle due giovani atlete di loro spontanea volontà. 

"Troppo alto il rischio di contagio", il comunicato dell'Acf Arezzo

Oggi, infatti l'azienda per la quale Carolina Paganini e Laura Teci - calciatrici dell'Arezzo Calcio Femminile - lavorano, ha risposto con un comunicato stampa, nel quale racconta una versione diversa dei fatti. 

"Con riferimento al comunicato di Acf Arezzo - si legge -, smentiamo categoricamente di aver mai imposto, o anche soltanto indotto le medesime a non proseguire la propria attività sportiva, precisando di esserci limitati a condividere la loro libera scelta. Ci tuteleremo nelle opportune sedi ove dovessimo ritenere che le parole usate da Acf Arezzo sulla tematica della discriminazione di genere siano state riferite a qualche nostro asserito comportamento".

Le stesse calciatrici, intervistate dal Corriere di Arezzo, hanno dichiarato: "E’ stata una nostra libera scelta. Siamo state noi che abbiamo preso la decisione di smettere di giocare, perché in questo momento di crisi e di pandemia, riteniamo che il lavoro sia più importante”.

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