Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Giorgi (Demos): "Vile attacco alla memoria degli Ebrei aretini. Vicinanza a Marco Botti"

"Chiedo alla comunità aretina di stigmatizzare questo gravissimo atto di teppismo fascista e agli organi di polizia di trovare e perseguire secondo le leggi della Repubblica questi “malviventi della rete"

La notizia dell'evento per la giornata della memoria infangato dalle svastiche e delle  miacce di morte al giornalista Marco Botti ha colpito molto la gli aretini. Ad intervenire per sulla vicenda oltre alla comunità ebraica ci sono stati anche esponenti politici areini. Come Giuseppe Giorgi, consigliere nazionale del Pd che in  una nota ha espresso la sua solidarietà e la sia indignazione. 

"Apprendo dalla libera stampa aretina di un grave episodio di violenza nei confronti di una benemerita iniziativa educativa come le “passeggiate della salute” organizzate da Unicoop, questa volta incentrata sulle memorie ebraiche di Arezzo.
Una piccola, vivace comunità, quella ebraica, che gravitava attorno al centro storico e che trovava l’eterno riposo al Campaccio sito nei pressi dell’attuale via Baldaccio d’Anghiari. Là dove, per iniziativa di Alfredo Rossi, uno dei fondatori di Demos e per la sensibilità dell’allora vicesindaco Paolo Nicchi, fu posto l’Ulivo della memoria ebraica in segno di pace, tolleranza e accoglienza.
Questa memoria oggi è stata infangata dai soliti “leoni da tastiera” neonazisti, a poche ore dalla celebrazione della Giornata della Memoria.
Al giornalista e autore Marco Botti va la mia personale vicinanza.
Come politico chiedo alla comunità aretina di stigmatizzare questo gravissimo atto di teppismo fascista e agli organi di polizia di trovare e perseguire secondo le leggi della Repubblica questi “malviventi della rete.
Il 27 gennaio, come tutti gli anni, sarò al Campaccio".

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