Uno studente aveva chiesto anche la borsa di studio. Chiuse le indagini sull'università senza autorizzazioni

L'operazione delle Fiamme Gialle, condotta dal Pm Andrea Claudiani ha preso il nome di 'Cartapesta' stante il valore nullo dei titoli di studio rilasciati dall'Università Popolare di Arezzo, diplomi di laurea triennali non riconosciuti dallo Stato

Il sostituto procuratore Andrea Claudiani ha emesso l'avviso di chiusura indagini nei confronti dell'83enne presidente della onlus aretina che finora si era vestita da università, senza averne le autorizzazioni. Su di lui pendono accuse come l'usurpazione della funzione pubblica e la truffa. Due reati penali. Il primo è scaturito perché l'Università secondo gli inquirenti si presentava proprio con un ruolo accademico, con tanto di rilascio di titoli di laurea triennali, che riportavano il simbolo del Ministero dell'Istruzione, che però non aveva rilasciato nessuna autorizzazione. Aveva un corpo docente e operava anche ottenendo i patrocini di istituzioni pubbliche. Così come riportano alcune locandine di convegni e altri eventi, con i loghi del Comune di Arezzo e della Provincia. O come la cerimonia di consegna di una laurea speciale ad una principessa araba che si era tenuta a Gargonza, alla presenza del sindaco di Monte San Savino Scarpellini e del vice prefetto Favilli.

L'operazione "Cartapesta". Dopo il naturopata-carrozziere, scoperta un'onlus travestita da università“

All'Università Popolare di Arezzo, la Guardia di Finanza è arrivata nel proseguo delle indagini relative al 45enne naturopata, ma anche carrozziere, che si era proprio lì "laureato" in naturopatia e poi era entrato a far parte del corpo docente. Gli inquirenti hanno chiesto informazioni di riscontro agli enti pubblici, ma sia il Ministero che la Regione Toscana hanno risposto entrambi che non avevano rilasciato autorizzazioni per esercitare attività accademica e di rilascio di crediti formativi.

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Gli studenti tra le vittime della truffa 

La denuncia per truffa è partita dagli stessi studenti che pagavano fino a 2mila euro di iscrizione all'anno. Gli ignari allievi, con l'attività di indagine delle Fiamme Gialle, hanno compreso di non essere iscritti ad una Università anche se la veste era ben confezionata. Tanto che uno di loro, convinto di frequentare un vero corso di laurea riconosciuto dal Ministero, ha partecipato al bando del Comune per l'assegnazione delle borse di studio. Gli agenti hanno ascoltato i loro racconti e rafforzato quindi la convinzione che quella onlus avesse usurpato una funzione pubblica non sua.

I ricavi sottratti al fisco

Il nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Arezzo ha osservato come nel corso degli ultimi anni, le entrate fossero passate dai 20mila euro annui ai 90mila, con una tendenza in crescita, visto che la notorietà dei corsi per naturopata tenuti dall'Università Popolare di Arezzo si stava espandendo in tutte le zone d'Italia. Ma le Fiamme Gialle, hanno così potuto riscontrare che la onlus non faceva attività tipica senza fini di lucro, ma in realtà commerciale e che quindi doveva sottostare alle imposte dirette. Da qui le indagini hanno fatto emergere almeno 300mila euro di ricavi sottratti al fisco. 

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