"Quei titoli di laurea sono cartapesta". Dopo il naturopata-carrozziere, scoperta un'onlus travestita da università

Le indagini delle Fiamme Gialle coordinate dalla Procura di Arezzo hanno portato a scoprire anche 300mila euro di ricavi sottratti al fisco. Determinanti gli studenti dei corsi che hanno sporto denuncia per truffa

Dal carrozziere con il secondo mestiere di naturopata, indagato per esercizio abusivo della professione, alla onlus che rilasciava titoli di laurea fasulli, il passo è stato breve.

La Guardia di Finanza di Arezzo, ha scoperto infatti un'associazione senza fini di lucro, priva delle dovute autorizzazioni, rilasciate per legge dal Ministero e dalla Regione, che però emetteva titoli di "laurea triennale".

Da dove sono partite le indagini

Le indagini hanno preso avvio proprio dal caso del 45enne, socio di una carrozzeria della Valdichiana che da alcuni anni si era spinto, come naturopata, ben dentro la professione medica per la quale non era autorizzato, leggendo le analisi di chi gli si rivolgeva, prescrivendo farmaci, anche a pazienti oncologici, ai quali dava indicazioni su come lenire gli effetti collaterali della chemioterapia.

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Un anno, tanto sono durate le prime indagini, portate avanti con la Procura di Arezzo, culminate nel febbraio scorso. Ma gli agenti delle Fiamme Gialle non si sono fermati e sono così risaliti ad una onlus che ha abusivamente esercitato attività simil universitarie senza averne le autorizzazioni.

L'onlus travestita da università

Il rilascio dei titoli di laurea legalmente riconosciuti è infatti, una funzione che lo Stato Italiano riserva alle sole università individuate dal Miur, (Ministero della Istruzione Università e Ricerca) e non compete agli enti no profit.

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Le indagini hanno permesso di appurare che la onlus aveva pubblicizzato anche a mezzo internet e su vari documenti divulgativi, il rilascio del falso titolo accademico, con tanto di consegna finale di pergamene, sulle quali erano apposti lo stemma della Repubblica italiana ed una marca da bollo.

I finanzieri hanno svolto numerose perquisizioni, accertamenti bancari nei conti correnti e hanno poi sentito numerosi soggetti, anche alcuni che si erano iscritti come studenti ai corsi. Sono stati proprio loro che dopo aver capito che il titolo rilasciato non aveva valore giuridico e la reale natura di quella che si spacciava per università, ma non lo era affatto, a presentare formale querela per truffa. Da qui, l'operazione della Guardia di Finanza, ha preso il nome "Cartapesta". Anche la verifica fiscale non è andata bene. Il Nucleo di polizia economico finanziaria ha riscontrato 300mila euro di ricavi sottratti al fisco.

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