Sgomento per la morte di Jacopo Bacis, il presidente del Karate: "Piccolo Peter Pan, hai raggiunto I'isola che non c'è"

L'assessore Nisini ha espresso il cordoglio per l'amministrazione comunale. L'incidente ieri sera, poi l'inizio di una lunga notte di dolore

Il piccolo Jacopo con il diploma del Karate in mano

La città di Arezzo è sconvolta dalla tragedia che si è consumata nel centro storico. Jacopo Bacis di 8 anni è morto in seguito alla caduta dalla finestra di casa che si trova al terzo piano di vicolo della Dea in quell'angolo tranquillo tra via Cesalpino e via Montetini. Ieri sera il tonfo sul selciato, le urla e le sirene hanno squarciato il silenzio. 

Quel bambino era figlio di un ex calciatore, Michele Bacis, che aveva deciso di vivere la sua vita con la moglie Cristiana,  proprio ad Arezzo. Qui oltre ad indossare la maglia amaranto aveva anche avuto il ruolo di allenatore. Proprio nell'anno in cui nacque il secondogenito Jacopo, nel novembre del 2011. E in quei giorni Michele per stare vicino alla moglie saltò anche la trasferta di Zagarolo.

L'incidente

Dalle prime ricostruzioni pare che il bimbo stesse giocando quando è avvenuto l'irreparabile. L'allarme per la caduta di Jacopo dalla finestra è scattato ieri sera intorno alle 22,00. I soccorritori lo hanno trovato già in condizioni gravissime e lo hanno trasportato immediatamente all'ospedale dove ad attenderlo c'era il Pegaso pronto a trasferirlo all'ospedale fiorentino Meyer. Ma il suo volo non è mai partito, le ferite riportate sono state fatali per il piccolo che è deceduto. La salma è stata trasferita all'obitorio dove si trova a disposizione delle autorità. Sul posto è intervenuta anche la polizia che, questa mattina, ha effettuato un secondo sopralluogo per ricostruire la dinamica della caduta.

Una città sconvolta

La notizia della morte del piccolo Jacopo Bacis ha cominciato a circolare già da ieri sera, tra gli amici, nel mondo dello sport. La voglia di non credere che fosse possibile ha, purtroppo, dovuto lasciare spazio alle lacrime e al dolore man mano che arrivavano le conferme di quanto accaduto. Jacopo frequentava la classe terza del Convitto Nazionale ed è proprio legato alla scuola uno dei ricordi che emerge in queste ore drammatiche. Alcuni membri di Orgoglio Amaranto lo avevano conosciuto nell'aula magna dove con i compagni di classe e le maestre aveva ricevuto il fumetto del comitato: "Alzasti la mano fiero per raccontare di chi eri figlio. Adesso che sei volato in cielo, dai la forza a tutta la tua famiglia per affrontare il doloroso presente e il futuro. Facciamo fatica a trovare altre parole per esprimerci in questo momento. Ti ricorderemo sorridente, entusiasta e felice." La notizia è corsa fino alla Bergamo provata dal coronavirus, la città di orgine di Michele Bacis. La sua stessa famiglia è stata colpita duramente dal virus. Poi a Trieste dove ha vestito la maglia della prima squadra della città, così come a Firenze. Il mondo dello sport e del calcio che il padre di Jacopo ha vissuto, si è unito nel dolore.

Jacopo e il karate, il messaggio di Enzo Bertocci

Figlio di calciatore sì, ma lui indossava il kimono per fare sport. Era un atleta dell'Accademia Karate Arezzo presieduta da Enzo Bertocci che è anche stato suo maestro e che oggi su Facebook lo ricorda con un messaggio toccante e profondo.

"Caro Jacopo,
ti ho cercato ieri sera lassù, fra una stella e l’altra. E ad un certo punto mi è sembrato di vederti: un puntino vestito di bianco, figuretta leggera e piena di energia.
Ieri parlavo di te e mi è venuto in mente Peter Pan. Forse non te l’ho mai detto. Ma ci assomigli molto. E allora ho capito. Ho capito tutto: Hai raggiunto l’isola che non c’è. Quel meraviglioso luogo dove solo i bambini possono andare e dove a noi grandi è proibito entrare. Ti immagino felice, libero, libero di volare e di correre così come non hai potuto fare in questi due mesi. Ti immagino che fai vedere agli altri bambini le tue mosse migliori. So che non farai sfigurare il Maestro Enzo e i Maestri Roberto. So anche che ci verrai a trovare, volando leggero sulle nostre anime, regalandoci ancora qualche risata e molti sorrisi perché non sei tipo da lacrime. Buon viaggio, piccolo eterno fanciullo, buon viaggio Jacopo."

Il cordoglio dell'assessore Nisini e del Comune di Arezzo

Anche il Comune di Arezzo ha voluto esprimere il proprio dolore e la vicinanza alla famiglia Bacis, per voce dell'assessore allo sport Tiziana Nisini.

“A nome mio personale e dell'intera amministrazione comunale di Arezzo, voglio far arrivare le condoglianze più sentite alla famiglia Bacis per la scomparsa del piccolo Jacopo. Di fronte a una tragedia di tale portata, non ci sono parole per esprimere lo sgomento e la tristezza che si provano. Da assessore, e anche da mamma, non posso che unirmi al dolore dei familiari di Jacopo, dei suoi amici, di tutti coloro che lo conoscevano, dei suoi istruttori di karate, dei suoi compagni di allenamento. Proprio lo sport, con i suoi valori più profondi, ci insegna che anche quando pensiamo di aver esaurito tutte le nostre risorse, abbiamo comunque un'altra riserva di energia e di coraggio da cui attingere. Spero con tutto il cuore che i genitori di Jacopo e suo fratello riescano a trovare la forza di superare questo momento terribile. A loro va tutta la mia vicinanza e il mio cordoglio”.

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