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Coronavirus. Parla l'infettivologo: "Ad Arezzo eseguiti 12 tamponi: tutti negativi"

Nell'area antistante il pronto soccorso dell'ospedale San Donato è stato allestito il pre triage. Una misura utile per la prevenzione dal Coronavirus

E’ stata allestita questa mattina, martedì 25 febbraio, la tenda che, per le prossime settimane verrà utilizzata come pre triage del pronto soccorso. Anche l’ospedale San Donato di Arezzo, in linea con le direttive ministeriali e regionali, si attrezza per fare prevenzione contro il Coronavirus.

“Questo luogo - spiega Danilo Tacconi, responsabile del reparto di malattie infettive del San Donato - ha lo scopo di fare da filtro nei confronti di tutti quei pazienti che lamentano patologie alle vie respiratore. Febbre, tosse, raffreddore. Un luogo sicuro presso il quale potranno recarsi anche i cittadini che, dopo essere stati in quelle che sono state definite le zone rosse (Cina, Lombardia e Veneto), riportano i sintomi dell’influenza. Infine verranno accolti anche coloro che hanno avuto contatti diretti con pazienti affetti da Coronavirus”.

Lo scopo del pre triage dunque, è molto semplice. Una struttura temporanea e di assoluta emergenza che consente di fare prevenzione evitando la diffusione del virus che sta tenendo con il fiato sospeso tutta l’Italia. Qui, previa richiesta medica, potranno essere eseguiti i tamponi faringei e nasali attraverso i quali sarà verificabile la presenza di Coronavirus.

“Ad Arezzo ne sono stati fatti circa una dozzina e nessuno è risultato positivo - prosegue Tacconi - Li abbiamo fatti su persone che, tra i criteri di valutazione, avevano fattori di rischio. Le risposte sono attualmente disponibili dopo circa cinque, sei, ore dall’invio del tampone. E’ però vero che in queste ultime ore ci aspettiamo un incremento delle richieste di esame e quindi è plausibile che i tempi si allunghino. Se il test dà esito positivo abbiamo comunque l’obbligo di inviare il tutto allo Spallanzani per la conferma della diagnosi da parte del ministero della Salute”.

Fermo restando la raccomandazione di evitare il più possibile di recarsi presso strutture sanitarie, “chi avesse il sospetto di aver contratto il Coronavirus perché recentemente tornato da aree dove il contagio è più diffuso, la procedura da seguire prevede di chiamare il il medico di famiglia per comprendere come comportarsi e come ricevere supporto sanitario. Anche in questo ultimo caso è preferibile non andare in pronto soccorso”.

Da La Racchetta

Due squadre di Arezzo si sono unite alla colonna mobile provinciale composta anche da Croce Rossa e Anpas per montare le tende nel piazzale antistante il pronto soccorso del San Donato. Anche le provincie di Siena e Grosseto stanno adottando le stesse misure preventive. La Racchetta  ha fornito una tenda per l'ospedale di Grosseto e una per quello di Nottola. Al momento non si registrano casi conclamati in Toscana, allestimento ha il solo scopo di ridurre drasticamente i tempi di operatività nel caso ce ne fosse la necessità.

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