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Coronavirus. Ingressi in ospedale controllati: "Accedere solo se indispensabile"

Un lavoro certosino che vede impegnati infermieri e personale di sorveglianza che si occupa di accogliere utenti e visitatori

 

Semplicissime domande e poi l’invito a spalmare sulle mani il gel disinfettante. Il personale infermieristico dell’ospedale San Donato di Arezzo è impegnato a 360 gradi nell’attività di prevenzione disposta dal Ministero della salute e dalle aziende sanitarie. Una vera e propria task force quella attualmente al lavoro contro il diffondersi del coronavirus.

All’ingresso principale del nosocomio è stato allestito un percorso obbligatorio dove, utenti e visitatori vengono invitati a transitare così da essere ricevuti alla reception da un infermiere che chiede “siete state in zone a rischio? Cina, Lombardia, Veneto? Avete patologie respiratorie?”. Delle velocissime domande alle quali segue l’invito ad utilizzare l’igienizzante distribuito in appositi dispenser oppure, in caso in cui i visitatori dichiarino di avere disturbi alle vie aere, viene fornita una mascherina da indossare davanti alla bocca chiedendo se “l’ingresso è indispensabile e non rimandabile”. Un lavoro certosino svolto con perizia maniacale e che mira a prevenire la possibilità di contagio oltre che di diffusione.

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Per quello che concerne invece gli accessi negli ospedali da parte di visitatori, l’invito che arriva dall'Asl è molto chiaro: evitarli il più possibile. E non solo perché questi sono i luoghi in cui può essere più probabile contagiarsi ma anche per evitare di portare il virus nel nosocomio. L'indicazione fa seguito a una disposizione della Regione Toscana mirata a limitare gli ingressi ai presidi e nelle strutture territoriali più affollate come cup, centri prelievo e ambulatori dei medici di famiglia.

Coronavirus. Sintomi e prevenzione, linee guida della Regione Toscana

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