Adesso il futuro dell'Arezzo passa da Pieroni: il lavoro del vicepresidente. Giovedì assemblea dei soci

Nonostante i rumors da Ancona e Trapani, Pieroni da settimane ha detto di lavorare per preparare una sua controfferta. A ore l'incontro con due imprenditori legati al vicepresidente

Ermanno Pieroni

Una cosa è certa: adesso il futuro dell'Arezzo, alla luce della volontà di Giorgio La Cava di cedere il 99 per cento del club, passa per gran parte anche da Ermanno Pieroni. Il vicepresidente da tempi non sospetti stava lavorando per individuare soci da affiancare all'attuale patron. "Lavoro per non lasciare solo La Cava" aveva detto solo un mese fa Pieroni. L'obiettivo era in primis quello di trovare dei possibili soci da affiancare al patron, poi con i contatti sempre più frequenti tra La Cava e il gruppo di Andrea Stanzione, i possibili soci sono diventati possibili acquirenti.

E' chiaro che adesso con l'uscita di scena dell'immobiliarista romano e degli imprenditori a lui collegati, il vicepresidente rappresenta l'unica pista rimasta in piedi per dare la possibilità a La Cava di lasciare il Cavallino. Ecco perchè a ore è in programma il summit tra le parti. Pieroni, i due imprenditori a lui legati e che voci di corridoio localizzano nelle Marche e l'attuale proprietario. Se ci sarà la possibilità di chiudere si saprà a breve.

Occhio però al calendario. Giovedì è in calendario l'assemblea dei soci. Deve essere approvata la trimestrale al 31 marzo. Una trimestrale pesante a cui deve seguire l'invio dell'indice di patrimonialità e indebitamento entro il 10 luglio. Per inciso servono anche 500mila euro dimostrando che c'è la possibilità e voontà di far fronte ai prossimi pagamenti. A fine mese scattano quelli per i giocatori che hanno avuto diritto alla cassa integrazione e coperti fino ai 50mila euro lordi di ingaggio. Sopra tale cifra c'è bisogno del famoso accordo. Senza le quattro mensilità che mancano all'appello dovranno essere corrisposte entro il 5 agosto. Poi ci sarà da far fronte all'iscrizione e alla fideiussione di un importo minimo pari a 350mila euro.

In poche parole 'servono soldi e in tempi brevissimi' come detto nel corso dell'ultima assemblea di Orgoglio Amaranto. Da qui a giovedì potrebbe essere scritto in buona parte il futuro dell'Arezzo.

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