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Testini, Giorgio La Cava e Otello Celia

Testini, Giorgio La Cava e Otello Celia

Due gruppi per l’Arezzo, La Cava: "Ma non c’è alcun imprenditore umbro"

"L'affare è concreto solo quando vai dal notaio per la firma" così parla La Cava riguardo l'interesse di un gruppo con personaggi umbri per l'Arezzo. Ma qualcosa bolle in pentola: due piste per il Cavallino

"Cordata umbra? Non so come sia venuta fuori questa cosa". Giorgio La Cava risponde così alla notizia ventilata nella giornata di ieri sulla cessione ormai prossima dell'Arezzo ad una cordata con all'interno personaggi noti del calcio perugino come riportato da Perugia24

"Forse perchè conosco Riccardo Gaucci e sono amico di suo fratello Alessandro - prosegue La Cava - ad ogni modo le trattative sono concrete quando c’è un appuntamento dal notaio per le firme".

Niente cessione all'orizzonte? Non proprio stando alle parole del patron amaranto. Ad esempio nelle scorse settimane ad Arezzo si era affacciato Antonio Ciuffarella, imprenditore edile di Ferentino nel cui portfolio figura la realizzazione del 'Benito Stirpe', il nuovissimo impianto sportivo del Frosinone. Ciuffarella, che si sta occupando del restyling di altri stadi come quello di Caserta, ha avuto modo di incontrare La Cava e non solo, accompagnato tra gli altri da Paolo Palermo, procuratore di Aniello Cutolo.

Due nomi, quelli di Ciuffarella e Palermo, che negli ultimi giorni sono circolati spesso ad Arezzo così come a Livorno, dove l'imprenditore edile avrebbe manifestato l'intenzione di provare a entrare o rilevare il club di Spinelli, e da dove è partita l'indiscrezione di un interessamento per Cutolo in ottica futura. In riva al Tirreno e ad Arezzo l'imprenditore ha manifestato l'intenzione di intervenire sugli impianti sportivi, ma se a Livorno la trattativa è in stand by ad Arezzo (salvo ripensamenti) è tramontata.

Due strade all'orizzonte

"Discorsi se ne fanno tanti - aggiunge La Cava - però al momento non c'è alcun appuntamento in calendario". Della serie contatti, magari con scambio di carte e documenti, ma niente closing o appuntamenti dal notaio, stando alle parole del presidente. Le piste sono due. Una porta al nord, l'altra al sud. La prima - come spiega anche Amaranto Magazine - sarebbe legata a Massimo Londrosi, ex direttore generale del Pro Piacenza, già vicino a La Cava per il crowdfunding e che avrebbe propiziato i contatti con l'immobiliarista Andrea Stanzione. L'altra post ad un gruppo romano definito particolarmente solido e che avrebbe legami con Alessandro Gaucci. "Ma non c'è nulla ancora - prosegue La Cava - una trattativa esiste ed è reale solo quando poi vai dal notaio a firmare gli attifino ad allora non c'è nulla".

Più che motivato quindi quel '' sibillino pronunciato due lunedì fa durante una puntata di Block Notes da Roberto Cucciniello, tra i membri del direttivo di Orgoglio Amaranto. L'Arezzo ha suscitato l'interesse di possibili investitori. Per il closing, se l'intesa verrà trovata, c'è da aspettare anche qualche giorno. Anche perché c'è da valutare alcuni aspetti, in primis quelli economici legati alla gestione da qui a giugno dopo un eventuale passaggio di consegne.

Questo spiegherebbe anche perché l'Arezzo stia pensando solo a sfoltire un gruppo extralarge, superiore alle 30 unità, in attesa di delineare il futuro a livello dirigenziale.

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