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Dal reddito di cittadinanza ai progetti utili per la comunità: la proposta del M5S

Tommaso Pierazzi porterà la proposta nel prossimo consiglio comunale

In data 22 ottobre, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo ha firmato il Decreto ministeriale che definisce l'attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di Reddito di cittadinanza dovranno effettuare presso il Comune di residenza, di fatto ha dato il via alla seconda fase del Reddito di Cittadinanza stesso.

“Per questo siamo orgogliosi di poter proporre in consiglio comunale la nostra Mozione che di fatto avvierà  anche a San Giovanni Valdarno l’introduzione dei PUC (Progetti Utili alla Comunità).”

A parlare è il capogruppo del Movimento 5 Stelle sangiovannese, promotore e firmatario della mozione che sarà presentata venerdì 29 novembre in consiglio comunale.

“Chi sta beneficiando del Reddito di Cittadinanza, nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, ha dato la propria disponibilità per la partecipazione ai progetti utili alla collettività (PUC) da svolgere presso il medesimo comune di residenza e salvo i casi previsti per legge non ci si può esimere dal partecipare al progetto pena la perdita del reddito stesso.”

Nello specifico con questo atto i Comuni  avranno la possibilità di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del Reddito andranno a svolgere.
Il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e potrà avvalersi della collaborazione di enti del Terzo Settore o di altri enti pubblici. I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

Il decreto delinea i confini delle attività che possono essere realizzate: i percettori di RDC, infatti, non possono svolgere attività in sostituzione di personale dipendente dall'ente pubblico proponente o dall'ente gestore nel caso di esternalizzazione di servizi o dal soggetto del privato sociale; non possono altresì ricoprire ruoli o posizioni nell'organizzazione del soggetto proponente il progetto e non possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie e altri istituti, né possono essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi di particolare intensità di lavoro.

Inoltre proprio per non gravare qualsiasi costo in capo all’ente comunale il legislatore ha previsto che saranno le risorse residue della quota del fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale la possibile copertura degli oneri per l’attivazione e la realizzazione dei progetti.

“Noi crediamo - conclude Pierazzi - di essere davanti ad una svolta epocale nel percorso di costruzione di un moderno sistema di “welfare state” oltre a riavvicinare i cittadini alle istituzioni. E San Giovanni ha la possibilità di essere un precursore assoluto in Italia”

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