"Podere Rota, ampliamento da 900mila tonnellate per rifiuti speciali provenienti da qualsiasi regione d’Italia"

La nota congiunta dei sindaci di Loro Ciuffenna Moreno Botti e di Castelfranco Piandiscò Enzo Cacioli

I due Comuni di Castelfranco Piandiscò e Loro Ciuffenna per bocca dei rispettivi sindaci Enzo Cacioli e Moreno Botti esprimono la loro opinione sulla eventualità che la Regione autorizzi un nuovo ampliamento di Podere Rota.

"Entrambi - spiega una nota congiunta - esprimono due forti delusioni: la prima legata al fatto che alcuni comuni della vallata siano già usciti pubblicamente senza attendere la riunione del comitato Aoe Valdarno di mercoledì 28. Il comitato è un organo decisionale presente all’interno dell’Ato Toscana Sud appositamente costituito per fornire risposte omogenee alla gestione dei rifiuti in Valdarno. La seconda legata alla scelta del soggetto gestore di chiedere l’ampliamento non per il fabbisogno dei rifiuti indifferenziati del Valdarno aretino, ma per i rifiuti speciali provenienti da qualsiasi regione d’Italia".

“Siamo molto preoccupati – dice il sindaco Enzo Cacioli – l'ampliamento comunicato dall'azienda lunedì è in netto contrasto con quanto previsto dalla concessione attuale, riaffermato da specifica deliberazione del nostro Consiglio comunale inerente la chiusura concordata istituzionalmente al 2021 e con quanto richiesto da tutte le Amministrazioni del Valdarno aretino. L'azienda proponente l'ampliamento, cosi come Ato, devono tenere conto di quanto è e di quale sarà la richiesta reale di conferimento da parte della provincia di Arezzo e solo in base a questo proporre soluzioni  finché non sarà concluso l'ampliamento dell'impianto di San Zeno; in una matura ottica di pianificazione regionale il Valdarno aretino non può continuare a ricevere rifiuti di aree non dotate di idonei impianti di smaltimento. Le volumetrie proposte sono eccessive rispetto a quanto conferito negli ultimi anni e rispetto all'aumento della capacità di differenziazione dei rifiuti dei Comuni aretini. Riaffermando quanto già ampiamente espresso, chiediamo pertanto con forza, qualunque sarà l'esito di questa spiacevole vicenda, che sia evitato il conferimento di rifiuti speciali a Podere Rota ed esplicato il piano dei flussi annuale dei conferimenti che ha portato al calcolo delle volumetrie. Inoltre proponiamo la redazione di un patto fra le Amministrazioni valdarnesi che consenta, nel caso venga approvato il non auspicabile ampliamento, la realizzazione di efficaci interventi di miglioramento ambientale e riduzione della produzione di rifiuti mediante l'utilizzo dei fondi derivanti dal disagio ambientale".

“La nostra posizione è sempre stata una posizione precisa, ma costruttiva – precisa il sindaco Moreno Botti – chiusura della discarica di Podere Rota alla scadenza naturale del 2021 come approvato in consiglio comunale; ma anche disponibilità ad accettare conferimenti provenienti dal Valdarno ancora per i prossimi tre anni in attesa della conclusione dell’impianto di San Zeno, che renderebbe finalmente superflua la discarica valdarnese; inoltre la nostra posizione sul disagio ambientale è altrettanto netta. Non reclamiamo soldi. Noi offriamo idee sostenibili o meglio, se avessimo avuto noi la possibilità di spendere i soldi del disagio ambientale li avremmo utilizzati solo per azioni utili a ridurre la produzione globale di rifiuti. Purtroppo chi ha beneficiato delle risorse del disagio fino ad oggi, mai le ha adoperate per questo scopo.”  

Spiegano infine concordemente i due sindaci: "Se potessimo utilizzare noi queste risorse sicuramente investiremmo su di una massiccia campagna di acquisto di compostiere domestiche; per aprire un Centro intercomunale del Riuso; per informatizzare le isole ecologiche; per attivare in modo permanente il ritiro di amianto domestico; per avviare la raccolta delle acque piovane domestiche; fare da sperimentatori per il Valdarno di una Tari non basata più sui metri quadri, ma sul peso dei rifiuti prodotti effettivamente; per creare un bosco di compensazione che rapporti ogni tonnellata di rifiuti indifferenziati prodotti ad un nuovo albero piantato. Infine spingere il governo nazionale alla istituzione delle Comunità di materia prima e seconda al fine di far tornare valore, diretto, ai cittadini in tema di materie differenziate. Ogni singolo centesimo non utilizzato per opere o spesa corrente, ma solo per migliorare l’ambiente riducendo la pressione che sia qui, o San Zeno, generata dalla presenza dei rifiuti. La sostenibilità è un valore morale, prima che economico per questo siamo amareggiati per questa mancata occasione: riscrivere per la prima volta l’intera visione ambientale del Valdarno. Mercoledì è stata convocata la riunione dell’Aor Valdarno, vediamo se riusciamo a portare su queste nostre posizioni anche altri comuni. La scelta di un ampliamento così abnorme fra necessità reale (l’intera provincia produce infatti attualmente circa 70.000 tonnellate annue di rifiuti indifferenziati da piazzare in discarica) e quanto richiesto: ‪900.000 tonnellate (ovvero quasi l’80% dell’ampliamento è funzionale all’arrivo di rifiuti speciali) è nelle corde di una azienda privata che deve guardare al profitto, ma non certo di una pubblica amministrazione. Da amministratori siamo molto preoccupati perché il passaggio ponte fra la situazione attuale e l’avvio di San Zeno poteva essere una grande occasione di compensazione ambientale: ampliare solo per i rifiuti domestici residui e poi chiudere definitivamente il capitolo al 2023, dimostrando ai cittadini che l’unica politica in grado di evitare i disagi dai rifiuti è la riduzione del quantitativo prodotto. Il tutto all’interno di un piano di miglioramento ambientale specifico che andava presentato prima della richiesta di ampliamento. Noi questo piano, nei dettagli descritti sopra lo applicheremo comunque, a prescindere dalle risorse del disagio o meno o dal fatto che si uniscano a noi altri territori, perché l’ambiente sostenibile e pulito è lo scopo dell’azione amministrativa".

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