Farsetti (Patto Civico): "No ai contributi a pioggia su Arezzo, meglio concentrare le risorse in progetti mirati"

Le parole del candidato sindaco: "In questo momento l’economia aretina ha bisogno di impulso, di stimoli e di coordinamento"

"L’idea di città di Patto Civico per Arezzo nasce dall’impegno e dalle conoscenze accumulate in anni di esperienza professionale, politica e amministrativa di esponenti del nostro progetto, dall’ascolto delle realtà locali e dal lavoro svolto da gruppi di lavoro di cittadini impegnati a migliorare le cose" Attacca così una nota di Patto Civico, la lista che corre per le prossime comunali di Arezzo, capitanata da Daniele Farsetti. Ieri c'è stato l'intervento del candidato di centrosinistra Luciano Ralli sul tema dell'Economia, a cui Farsetti risponde così: "In questo momento l’economia aretina ha bisogno di impulso, di stimoli e di coordinamento, non di contributi a pioggia, che lasciano il tempo che trovano e che sarebbero di poca utilità, vista la ridotta capacità finanziaria che un Comune potrebbe mettere in campo".

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Il candidato sindaco per Patto Civico per Arezzo introduce alcune delle proposte elaborate: “meglio concentrare le risorse in progetti di formazione avanzata o che abbiano una ricaduta concreta per tutta la filiera produttiva locale. Nella nostra visione di città l’Ente comunale non può essere un elargitore di prebende ma, in un’ottica imprenditoriale, un supporto concreto al tessuto produttivo. Solo chi non ha mai gestito un’azienda può pensare che promettere di regalare denari possa essere una risposta. Due sono gli impegni concreti che fin da subito Patto Civico svilupperà al servizio della comunità: il primo sarà riaprire un canale diretto con facoltà universitarie prestigiose, penso ai Politecnici, che riportino, grazie al Polo Universitario aretino, completamente abbandonato dalla attuale Amministrazione, indirizzi di eccellenza per i giovani del nostro territorio. La seconda proposta, considerando la ridotta dimensione delle aziende locali che difficilmente consente loro di fare sviluppo, è quella di creare una società specifica in house, in collaborazione con le associazioni di categoria, che appunto si occupi di fare ricerca, mettendola poi al servizio di tutta la filiera locale. Ormai solo con prodotti innovativi si possono aggredire nuovi mercati e sviluppare quelli in cui la nostra imprenditoria è già presente".

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