Sabato, 24 Luglio 2021
Politica Centro Storico

Riapre tutto, ma il consiglio comunale resta a distanza. Donati: "Non riusciamo a capire, c'è paura del confronto?"

Continuano le prese di posizione contro la decisione, che sta per essere ufficializzata, di continuare a organizzare le sedute del consiglio comunale di Arezzo a distanza

Marco Donati, consigliere comunale di Scelgo Arezzo nell'unica occasione in cui il consiglio comunale si è tenuto in presenza, nella seduta d'insediamento del secondo mandato Ghinelli (foto archivio Arezzo Notizie)

Manca poco all'ufficialità che il prossimo consiglio comunale si terrà di nuovo a distanza. Nonostante le proposte, le richieste delle opposizioni e la riapertura di tutti i tipi di attività, il parlamentino di Arezzo è destinato a non tornare in presenza nemmeno nell'importante occasione della prossima seduta quando si terrà in forma aperta con gli interventi dei cittadini che si sono registrati a titolo personale oppure in rappresentanza di categorie economiche, associazioni o comitati per trattare di temi economici e sociali. Questa sembrava l'occasione più adatta, anche dal punto di vista simbolico, affinché gli interventi si svolgessero fisicamente, alla presenza degli eletti nell'organo di democrazia rappresentativa e alla presenza della giunta. 

Se Francesco Romizi aveva proposto di devolvere tutti i gettoni di presena dei 32 consiglieri comunali per coprire metà dei costi di cablaggio dell'auditorium comunale di Arezzo Fiere (come nella seduta di insediamento) anche Marco Donati di Scelgo Arezzo continua a richiederlo a gran voce, facendo appello ai colleghi consiglieri:

"Il consiglio nasce da una richiesta del sottoscritto e firmata da altri 12 consiglieri comunali - racconta Donati - Nelle settimane passate ho dovuto fare ricorso alla Prefettura per chiedere la convocazione di questo consiglio dopo un ritardo di 6 mesi. Ora ci viene comunicato informalmente dal presidente Luca Stella che la convocazione sarà da remoto e per l’ennesima volta il consiglio sarà convocato “a distanza”. Anche i cittadini iscritti a parlare dovranno farlo collegandosi. Per mesi sono state utilizzate tutte le scuse possibili per non convocare questo consiglio e oggi scopriamo che viene convocato da remoto. Quindi si poteva convocare 6 mesi fa? Riaprono palestre, cinema, locali di somministrazione e molto a altro ma non riapre il consiglio comunale? L’organo più rappresentativo per la vita democratica di una città? Non so di cosa abbiano paura la maggioranza e la giunta che governano la città di Arezzo ma non credo che potranno continuare a fuggire rispetto alle proprie responsabilità. Le istituzioni e la democrazia sono una cosa importante e hanno bisogno di luoghi fisici e della presenza degli amministratori tra i cittadini. Vorrei fare un appello ai miei colleghi consiglieri, soprattutto ai gruppi della Lega, OraGhinelli, Forza Italia e Fratelli d’Italia, con la speranza che queste parole generino in loro un moto d’orgoglio: colleghi diamo forza al consiglio comunale, lavoriamo con serietà per il bene di questa città e il 17 giugno torniamo a confrontarci fisicamente."

"Secondo quello che ci stanno prospettando l'auditorium ad Arezzo Fiere non si potrebbe utilizzare per motivi economici - aveva spiegato qualche giorno fa Francesco Romizi di Arezzo 2020 - Servirebbero sui 2mila euro per allestire il cablaggio, l'impianto audio e video. Ho proposto per questo di rinunciare al gettone di presenza e alcuni consiglieri di opposizione avrebbero già accolto l'idea dichiarandosi favorevoli. Si tratta di 30 euro per 32 consiglieri e quindi metà del costo si potrebbe coprire così."

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Riapre tutto, ma il consiglio comunale resta a distanza. Donati: "Non riusciamo a capire, c'è paura del confronto?"

ArezzoNotizie è in caricamento