Lo sciopero della scuola: manifestazione fino alle Prefettura, ma con la mascherina

Primo sciopero nella fase della riapertura ad Arezzo. E' quello del comparto scuola con docenti, precari e non, in corteo fino alla Prefettura, con l'appoggio di alcuni gruppi di genitori

Quattro sigle sindacali unite nello sciopero. Il primo della fase di riapertura ad Arezzo. Lo organizza il comparto della scuola per questa mattina dell'8 giugno, che in Toscana rappresenta il terz'ultimo giorno prima della fine ufficiale delle lezioni con la didattica a distanza. Cgil, Cisl, Uil e Gilda hanno stilato un manifesto che contiene il programma della manifestazione, le motivazioni della protesta e anche le regole da rispettare.

La manifestazione

Alle 9,00 il ritrovo dei manifestanti è fissato sotto la sede dell'Ufficio scolastico provinciale di Arezzo in via Montefalco n.55. Da qui, alle 10,00 partirà il trasferimento a piedi verso il palazzo della Prefettura di Arezzo. Alle 11,30 è previsto il ricevimento di una delegazione di massimo quattro persone da parte del vice prefetto. La manifestazione si concluderà alle 12,00.

Le motivazioni

Come ribadito nei giorni scorsi da alcuni rappresentanti sindacali aretini che sono stati intervistati da Arezzo Notizie, le motivazioni per lo stato di agitazione prima e per lo sciopero poi, sono molteplici. I rappresentanti dei lavoratori della scuola rivendicano "aumento degli spazi e degli organici di docenti, personale amministrativo, tenico e ausiliario e degli educatori per la ripresa della didattica in presenza e in sicurezza per gli alunni e per tutto il personale scolastico. Chiedono il rispetto del distanziamento tra gli alunni in classe e la cancellazione di tutte le classi pollaio che ancora oggi esistono. Ribadiscono la inderogabile necessità di stabilizzare i precari già dal primo settembre 2020 con percorsi di reclutamento semplificati ma nel rispetto delle regole e che siano le stesse con cui la stessa Ministra Azzolina è stata assunta. I sindacati chiedono investimenti concreti sull'edilizia scolastica per rendere più agibili e sicuri gli edifici e infine chiedono l'estensione della carta del docente e del diritto alla formazione gratuita, anche per il personale precario con almeno incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche."

Le regole della manifestazione

Per tutti i partecipanti gli organizzatori ricordano "la necessità assoluta del mantenimento delle distanze tra persone di almeno 1 metro, dell'indossare tutti i dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine e del rispetto di tutta la normativa vigente in merito al divieto di assembramenti e prevenzione del Covid 19."

Adesioni allo sciopero

Ci sono anche genitori e comitati che sostengono e esprimono vicinanza allo sciopero della scuola e alle motivazioni espresse dai rappresentanti dei lavoratori. Si tratta di comitati sorti nel periodo della quarantena per chiedere che la politica si occupasse della scuola che per un lungo periodo non è stata inserita nell'agenda di governo. Si tratta degli attivisti di Priorità alla scuola che nelle settimane scorse ha messo in piedi manifestazioni davanti agli istituti comprensivi di Arezzo e di #cittadinidimenticati, altro gruppo di genitori che ha inscenato il flash mob con i bambolotti e le mascherine in piazza Sant'Agostino contro la didattica a distanza che ha letteralmente imbambolato i loro figli.

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