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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

"Reses non ha più appalti. Lettera di licenziamento anche al mio indirizzo". La versione del presidente del consorzio

"Quando sono giunto a Reses - afferma Roberto Tassino - il consorzio era già stato devastato. Era il 2021, c'erano 15 dipendenti e valanghe di debiti. Era logico che il consorzio avrebbe fatto questa fine"

"Io stesso sono uno dei licenziati. Ho firmato una lettera inviata al mio indirizzo. Resterò come presidente, ma senza compenso". Roberto Tassino, alla guida di Reses, consorzio ex Agorà, commenta così la notizia sui licenziamenti del personale avvenuti prima di Pasqua e riportata ieri mattina da Arezzo Notizie

"Quando sono giunto a Reses - afferma - il consorzio era già stato devastato. Era il 2021, c'erano 15 dipendenti e valanghe di debiti. Era logico che Reses avrebbe fatto questa fine: adesso non ci sono appalti, non c'è lavoro e siamo giunti ai licenziamenti. In questi anni per far fronte ai debiti abbiamo ceduto i rami d'azienda, solo due consorziate sono rimaste. Il mio lavoro è stato quello di dare continuità a tutti i lavoratori, fino a quando non c'è stato più lavoro. Ma ripeto: era prevedibile che Reses finisse così". 

Lo scoppio dello scandalo legato a Reses (nata nel 2017 dalle ceneri di Agorà) risale al 2021: secondo gli inquirenti era stato creato un sistema di cooperative che venivano aperte e poi fatte fallire, nel frattempo percepivano indebite compensazioni senza pagare tributi. Il sistema di cooperative dava lavoro a centinaia di persone, oltre 600 in tutto. Nel giugno di quell'anno, in seguito all'inchiesta giudiziaria, fu eletto un nuovo cda con alla presidenza Tassino, perugino che era ai vertici di una delle società consorziate.

"Da allora ho cercato di risanare i debiti, cedendo tutte le attività in positivo esistenti ad aziende sane - sostiene Tassino - . Oggi a Reses resta un importante patrimonio immobiliare, che non è stato toccato e che continua a essere la principale garanzia nei confronti di chi ha ancora crediti. Ma cedendo le attività non abbiamo più appalti e quindi non possiamo più far lavorare il personale". 

Della miriade di consorziate, stando alla ricostruzione del presidente, ne sarebbero rimaste solo due. "Ancora lavorano. E se in queste condizioni riuscissimo a trovare appalti richiameremo anche noi il personale", sostiene Tassino. Di certo, però, c'è che i lavori sono fermi e che gli ultimi dipendenti, presidente compreso, hanno ricevuto la raccomandata di licenziamento.

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