Cronaca

Il direttore generale di Sei Toscana e altri 5 indagati per la morte di Andreoni

Tragedia sul lavoro al compattatore di Camucia: il reato ipotizzato è omicidio colposo

Sono sei gli avvisi di garanzia partiti in merito all'inchiesta aperta a seguito della morte sul lavoro di Giancarlo Andreoni, operatore ecologico di una cooperativa in appalto a Sei Toscana, che ha perso la vita venerdì 26 ottobre sotto un camion in manovra al compattatore di Camucia.

Tra gli indagati c'è anche Alfredo Rosini, 44 anni, direttore generale di Sei Toscana. Gli altri sono tutti residenti in provincia di Arezzo: Marco Magnani, 59 anni, Michele Vignali, 45 anni, Gabriele Mecheri, 45 anni, Moreno Magrini, 55 anni, Gianluca Bartolini, 51 anni.

La decisione del magistrato che sta indagando sull'episodio, Angela Masiello, è motivata dai dubbi sulle condizioni di sicurezza per le manovre dei camion sull'area del compattatore, sul rispetto dei protocolli anti-infortunistici e pure sulle necessarie dotazioni del camion.

Il reato formulato sin dalle prime ore della tragedia è quello di omicidio colposo.

Le indagini

Stando ai rilievi condotti dagli operatori del Pisll (Prevezione igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro) della Asl il compattatore si trova in un luogo non adeguato, che non garantirebbe la sicurezza dei lavoratori. Perché? Allestito in un un tratto dismesso della vecchia strada provinciale, non avrebbe vie di uscita e sarebbe talmente stretto che i mezzi della raccolta di rifiuti non hanno nessun margine di manovra. Stando a quanto rilevato dal Pisll i conducenti erano obbligati ad entrare e uscire facendo marcia indietro. Condizione questa che non poteva garantire la sicurezza. Il compattatore è stato allestito da Sei Toscana, le cooperative assegnatarie del servizio (Futura per la quale lavorava Andreoni e Beta Due per la quale lavora l'operatore che era al volante) non potevano intervenire se non per svolgere le mansioni previste. La Asl ha già dato il via alle procedure affinché venga addirittura smantellato e pare che ci siano già stati contatti con il Comune di Cortona per individuare un'altra area dove riallestirlo in tutta sicurezza. Parallelamente il Pisll ha condotto accertamenti sui camion che in quel momento erano al compattatore e che attulamente sono sotto sequestro. 

E se è vero che Andreoni si trovava al telefono al momento dell'impatto, pare che il cicalino del camion non funzionasse. E comunque l'area sarebbe stata troppo rumorosa. Sarà eseguita una perizia, affidata all'esperto Nicola Roveri di Viterbo, per ricostruire la dinamica dell'accaduto.

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