Il dg Asl D'Urso risponde a Ghinelli: "La Municipale da noi? Intimidazione. E' tutto sul portale, Lucia Tanti lo sa"

La replica del numero uno dell'azienda sanitaria alla lettera al vetriolo del sindaco di Arezzo che chiedeva più informazioni su contagi e tamponi

Un lungo comunicato per rispondere al sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Il direttore generale della Asl Toscana Sud ESt Antonio D'Urso spiega: "Tutti i dati Covid sono nel portale regione accessibile solo a prefetti e sindaci". E aggiunge, rispondendo alla polemica innescata dal primo cittadino: "Se ha bisogno di altre informazioni, faccia richiesta motivata senza minacciare l'intervento della Polizia Municipale. Se ci saranno le condizioni di legge e senza violare la privacy dei cittadini, gli verranno forniti".

Il dirigente della azienda sanitaria di Arezzo, Siena e Grosseto ha scritto una lettera al sindaco aretino, replicando così alla missiva dei giorni scorsi di cui Ghinelli aveva dato conto in videoconferenza, dicendo: “Mi trovo in estremo imbarazzo perché non ho ancora ricevuto compiutamente i dati in possesso della Azienda Usl Toscana sud-est, sebbene abbia scritto oramai innumerevoli volte al riguardo. Registro, anzi, un assordante silenzio che mi indigna profondamente perché dimostra una mancanza di rispetto sia nei confronti delle funzioni che svolgo come sindaco, sia nei confronti dei cittadini che rappresento”.

La risposta del direttore generale della Asl D'Urso

"Rispondo volentieri all'ultima lettera ricevuta anche se - mi dispiace dirlo - non approvo né il tono né il contenuto della nota. Il sottoscritto, ogni dirigente e ogni operatore della Asl Toscana sud est è pienamente rispettoso del ruolo e delle funzioni di ogni sindaco. Affermare il contrario ed ipotizzare da parte di tutti noi atteggiamenti omissivi, va ben oltre la dialettica tra le parti e colpisce chi ogni giorno, negli ospedali, nei servizi e negli uffici lavora al massimo delle sue possibilità in quella che è universalmente riconosciuta come la prima linea contro il Covid 19".

"Così come formulata - ha aggiunto D'Urso -la richiesta del sindaco Ghinelli è fortemente lesiva del diritto alla privacy di chi effettua il test risultando negativo. E questo è l'esito che si conferma nella maggior parte dei casi. È una lesione di un diritto fondamentale che non può essere tollerata".

Il contenuto della lettera

Ecco il contenuto della lettera di D'Urso a Ghinelli. Il Direttore generale ricorda, nella sua lettera, "che la Regione Toscana ha risposto con specifica nota di riscontro sia alle richieste del sindaco di Arezzo e che degli altri Comuni. Il tema era stato successivamente affrontato il 24 aprile nel corso della riunione della Conferenza dei sindaci con la presenza dell’assessore regionale alla salute Saccardi che aveva illustrato ai presidenti delle Conferenze Zonali le modalità di acquisizione delle informazioni da parte dei sindaci attraverso il Portale Sispc. A quella riunione prese parte l'assessore Lucia Tanti che non rivolse alcuna ulteriore e nuova richiesta sull’argomento, dichiarando anzi l'apprezzamento per le modalità seguite dalla Asl Toscana Sud Est nella diffusione dei dati e soddisfazione per le risposte ricevute, la qualità ed il numero delle informazioni trasmesse".

Il Direttore generale della Asl continua: "il Presidente della Giunta regionale, con l'ordinanza del 14 aprile, ha stabilito che le comunicazioni ufficiali relativamente alla gestione dei singoli casi nominativi sono gestiti da parte delle Aziende Sanitarie esclusivamente attraverso l’utilizzazione del sistema denominato Sispc (Sistema Informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva). Che è alimentato dal Dipartimento di Prevenzione e vi accedono, a seguito di un accordo tra Regione Toscana, Anci e Prefetti della Regione, per le esigenze della funzione rivestita nell’emergenza Covid 19, i sindaci e i prefetti".

Se la domanda - dicono dalla Asl - è quella di avere il dato relativo ad ogni singolo cittadino (cognome, nome, luogo, data di nascita, residenza, etc.) classificato come “nuovo caso” o “soggetto guarito” o “contatto di caso”, queste informazioni ci sono già. Basta che il sindaco, non solo quello di Arezzo ma di ogni Comune toscano, si connetta al portale Sispc.

Nella sua lettera, D'Urso precisa a Ghinelli che questo accesso "è consentito solo a sindaci e Prefetti ma non ai direttori generali Asl. Nello stesso portale sono reperibili le informazioni relative ai tamponi. Quindi medico richiedente, data di effettuazione e data di refertazione. Questi dati sono disponibili solo al Dipartimento di Prevenzione e non sono invece visibili per prefetti e sindaci".

Ecco i motivi secondo D'Urso: "l’effettuazione del tampone naso faringeo è una tappa endoprocedimentale del processo clinico diagnostico (al pari del dosaggio della glicemia per i pazienti diabetici). Il risultato può essere valutato esclusivamente da medici, in questo caso specialisti in igiene e medicina preventiva, che operano nel Dipartimento di Prevenzione, che, all’esito del processo di valutazione, escludono l’infezione da Covid 19 ovvero concludono per 'nuovo caso', 'soggetto guarito' o 'contatto di caso'. L’informazione relativa al cittadino esente da infezione da Covid 19 non rileva sotto il profilo di sanità pubblica e quindi la sua trasmissione al Sindaco appare non necessaria per i soggetti attuatori rispetto alle funzioni assegnate nella gestione dell’emergenza Covid 19". Questo non vuol dire che sindaci e prefetti siano privati di informazioni necessarie allo svolgimento delle loro attività istituzionale. Quindi l’informazione relativa a 'nuovo caso' o a 'soggetto guarito' o a 'contatto di caso' è assicurata dalla Regione Toscana ai sindaci, come ai prefetti, attraverso il Portale".

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"E' evidente - conclude - che la minaccia di inviare la Polizia Municipale in qualità di ufficiale giudiziario all'interno del San Donato è un'opzione non solo irrituale ma che assume il sapore di un'intimidazione nei confronti di tutti coloro che in queste settimane stanno lavorando in prima linea in sanità. Se nonostante le spiegazioni fornite, il sindaco di Arezzo ritenesse necessarie una serie di informazioni aggiuntive a quelle di cui già oggi dispone, può formulare la richiesta nelle forme di legge. E infatti, l’Azienda non potrà evidentemente né consegnare dati che non ha l’obbligo di fornire né mettere a disposizione di terzi dati che non siano richiesti nei modi e nelle forme di legge e/o da soggetti privi dei necessari poteri di acquisizione".

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