Il fegato si cura a tavola, gli alimenti ok e quelli che fanno male

E’ la più grande ghiandola del corpo umano, uno degli organi più importanti per l’essere umano. Il fegato si cura a tavola

Il fegato è uno degli organi più importanti per l’essere umano. Il suo compito è quello di sintetizzare le proteine necessarie alla coagulazione del sangue e produce il 50% del colesterolo dell’organismo. Ma la sua funzione non si ferma qui. Il fegato produce energia, accumula riserve di zuccheri insieme a ferro e vitamine. Non ultima, la funzione depurativa per l’intero organismo. Basta per trattarlo bene? 

Il fegato ringrazia se…

•    Inserisci nella tua dieta yogurt e probiotici, che migliorano l'efficacia della mucosa intestinale, un filtro che impedisce il passaggio delle tossine, e alimenti ricchi di fibre, che limitano l'assorbimento delle sostanze tossiche, facilitandone l'evacuazione con le feci.
•    Bevi molta acqua (da 2 a 3 litri al giorno), questo aiuta i reni ad espellere le tossine trattate dal fegato.
•    Quando cucini, cerca di eseguire una cottura scarsa o appena sufficiente. Attenzione ad evitare le cotture prolungate e i cibi "bruciacchiati": questi alimenti contengono infatti le stesse sostanze nocive per il fegato apportate dalle fritture. 
•    Evita i pasti abbondanti, che sovraccaricano il fegato di lavoro: meglio mangiare poco e spesso 

Il fegato affaticato

Se non sono in corso infezioni virali o malattie degenerative, le funzioni del fegato possono venire più comunemente compromesse da uno stile di vita malsano, dall'eccessivo consumo di alcolici e da una dieta ricca di cibi grassi, zuccheri e calorie. Infatti, la capacità del fegato di depurare l’organismo diminuisce quando la mole di tossine da elaborare è eccessiva: le sostanze tossiche rientrano quindi in circolo e possono diventare pericolose per l’organismo. Inoltre, sovrappeso e obesità possono provocare a lungo andare la steatosi epatica, comunemente nota come “fegato grasso”, una patologia che colpisce dal 70% al 90% delle persone obese, ma anche chi soffre di diabete di tipo 2 o di ipertrigliceridemia.

Sintomi

L'affaticamento del fegato, come anche la steatosi epatica, non ha alcun sintomo specifico. Chi è affetto da questa patologia può sentirsi affaticato o riportare un leggero malessere addominale, ma non più di questo. Per diagnosticare questa patologia sono necessarie una visita dal medico e degli esami del sangue, ma per confermare la diagnosi e accertare l’estensione del danno può essere opportuno eseguire una biopsia epatica. 

Aiutare il fegato a tavola

Sia per quanto riguarda l'affaticamento del fegato che per la steatosi epatica non esiste una terapia farmacologica; il trattamento base per queste patologie si concentra sul miglioramento o la correzione dello stile di vita, ovvero la perdita di peso, una dieta sana e bilanciata, la rinuncia all’alcol e al fumo e un’adeguata attività fisica praticata almeno per 30 minuti al giorno. Inoltre, il consumo di alimenti che promuovono il lavoro di disintossicazione e dall'elevato potere antiossidante, può migliorare e sostenere la funzione epatica su una base quotidiana. Gli alimenti più adatti per prendersi cura di quest’organo così importante sono:

•    verdure amare e Crocifere - come cicoria, carciofi, cardi, rucola, tarassaco, senape, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, cavolo, invidia lattuga romana e broccoli;
•    aglio e cipolle:
•    barbabietole ;
•    tè verde;
•    frutta antiossidante - come mirtilli, more, fragole, lamponi, prugne, arance, pompelmi rosa, melone, mele e pere; 
•    alimenti ricchi di glutatione - come asparagi, broccoli, anguria, papaia e avocado;
•    pesce - in particolare salmone, sgombro, sardine, merluzzo e tonno.

I nemici del fegato

Limitare il consumo di cibi ipercalorici e ricchi di grassi facilita il mantenimento di un peso ottimale ed allontana il rischio di steatosi, una condizione tipicamente associata all'obesità. In particolare, gli alimenti da evitare (o da bandire) sono:

•    alimenti ricchi di grassi saturi, come salsicce, salumi, pancette, burro, formaggi e latte intero;
•    zuccheri semplici e cibi raffinati - come bevande zuccherate, dolci, riso bianco, prodotti da forno, farine raffinate;
•    fritture;
•    alcol e alcaloidi - contenuti nel caffè (caffeina) tè (teina) e cioccolato (teobromina).

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