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"Risorse per strade e scuole, ecco perché uscire da Lfi". La replica di Vasai

Il presidente di Lfi Maurizio Seri aveva lanciato il problema, era nato un battibecco istituzionale a suon di comunicati stampa, poi l'intervento dell'azionista di minoranza Luigi Vignaroli, infine quello dell'assessore ai trasporti della Regione...

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Il presidente di Lfi Maurizio Seri aveva lanciato il problema, era nato un battibecco istituzionale a suon di comunicati stampa, poi l'intervento dell'azionista di minoranza Luigi Vignaroli, infine quello dell'assessore ai trasporti della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli che aveva invitato le parti ad una riflessione, fermando l'iter in corso.

Al centro la vicenda che ha portato la Ferroviaria in tribunale con la Provincia di Arezzo. La sezione delle imprese infatti dovrà decidere il valore delle quote della Provincia di Arezzo e quindi quanti soldi dovrà prendere dalla sua uscita.

Oggi la replica, che annuncia essere l'ultima, del presidente Roberto Vasai:

"La Provincia non ha nessuna intenzione di mettere in discussione il servizio di trasporto su rotaia in Casentino, cosa che del resto neanche con lo scioglimento della Lfi avverrebbe, e non può essere accusata di fare operazioni contro gli interessi dei cittadini e degli utenti del servizio con ricostruzioni della vicenda della cessione delle nostre quote della società che poco hanno a che vedere con la realtà dei fatti".

Il Presidente della Provincia Roberto Vasai interviene ("per l'ultima volta fino alla sentenza del Tribunale delle Imprese", precisa), sulla questione sollevata dal Presidente della Lfi Maurizio Seri e ripresa anche da altri interlocutori nei giorni successivi.

"L'iter che abbiamo attivato risale al 2010, quello della restituzione delle quote alla società al 2014 e mi sorprende che solo oggi trovi tutta questa attenzione -, prosegue Vasai. Tra l'altro quando abbiamo posto per la prima volta la questione del nostro recesso dalla società Lfi era una holding immobiliare, come affermato in una lettera inviata a noi e alla Provincia di Siena dall'allora Presidente Massimiliano Dindalini, ed era un'altra società che si occupava della gestione del servizio di trasporto. In nessuna delle fasi nelle quali abbiamo manifestato la nostra volontà di uscire dalla società ci è stata evidenziata la problematica che oggi sembra invece esplosa, e il contenzioso davanti al Tribunale delle Imprese riguarda infatti l'entità e il valore delle quote oggetto del passaggio. Voglio una volta di più precisare che la nostra uscita dalla società non cambia il fatto che la maggioranza rimanga in mani pubbliche, e siamo comunque pienamente disponibili e studiare forme e modi per rendere questo eventuale passaggio ancora più neutro sotto questo punto di vista. In ultima analisi, una volta che sarà stato emesso il giudizio del Tribunale, saranno comunque coinvolti gli organi che oggi governano l'Ente, il Consiglio Provinciale e l'Assemblea dei Sindaci, nel pieno rispetto del ruolo e delle funzioni che oggi siamo chiamati ad esercitare proprio come ente di secondo livello espressione dei Comuni. Non siamo quindi di fronte a un contenzioso che ha come oggetto il servizio di trasporto, e neanche l'esistenza della società che oggi ne ha la concessione, e non è giusto e corretto che chi come l'Amministrazione provinciale in tutti questi anni ha seguito un percorso lineare e trasparente, sul quale ovviamente si può anche legittimamente dissentire, debba essere raffigurata come ente che agisce in danno dei cittadini. Il nostro obiettivo sarebbe invece quello di realizzare, con queste risorse oggi comunque inutilizzate, interventi sulle nostre strade e sulle scuole superiori che gestiamo con piena titolarità, nell'interesse quindi proprio della nostra popolazione", conclude il Presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai.
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