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"La donna più importante di Arezzo". Addio suor Rosalba, a cui Lucherini offrì un assessorato

Il ricordo della grande figura di suor Rosalba Sacchi, scomparsa questa mattina, fatto dal collega giornalista Romano Salvi

Riportiamo di seguito il commosso ricordo di suor Rosalba Sacchi, scomparsa questa mattina, del collega giornalista Romano Salvi.

Lei non l’avrebbe mai rivelato: ma Luigi Lucherini appena eletto sindaco non ci aveva pensato due volte ad offrire a Suor Rosalba, direttrice della Caritas diocesana, l’assessorato alle politiche sociali. Bastava del resto incontrarla, suor Rosalba Sacchi, diploma di ragioniera, laurea in lingue orientali, nelle stanze della Caritas di Fonte Veneziana, ma ancora più spesso con le borse della spesa per i poveri nel suo leggero incedere per le strade della città – il mio ufficio è la strada – si schermiva – per capire quanto fosse azzeccata la scelta di Lucherini. Del resto bastava poco per intuire le singolari e brillanti intuizioni manageriali di una donna, che invece di dedicarsi alla guida di una azienda, aveva scelto di seguire la sua vera vocazione di umile e infaticabile suora al servizio della gente, quella più povera, quella che aveva bisogno di un pasto e di un letto.

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Romano Salvi

Una suora “laica”, non a caso aveva scelto di abbracciare l’ordine vincenziano che impone di svestirsi dell’abito una volta all’anno per riflettere sulla propria vocazione. “Romano, domani non sono suora” – confessava all’amico giornalista con la sua inimitabile ironia. Perle di un personaggio che faceva di tutto per non esserlo, solo apparentemente fragile e allo stesso tempo tanto forte nel suo inesauribili patrimonio di risorse fisiche e mentali da mettere a dura prova con le sue iniziative a getto continuo quelle di Alessandro e Andrea i suoi dei suoi storici e infaticabili collaboratori della Caritas. “La donna più importante di Arezzo”. Più volte così l’ha definita il giornalista ricambiando con un pizzico, ma solo un pizzico, la sua irrefrenabile voglia di ironia. Suora e anche mamma dolcissima, di tanti bambini soli, ospiti del Thevenin di via Sassoverde, alla cui direzione ha dedicato lo stesso entusiasmo la stessa abnegazione della Caritas in una staffetta quotidiana tra Fonte Veneziana, via Sassoverde e ritorno. Da qualche anno per motivi di salute aveva dovuto rinunciare alle sue strade, per fare ritorno a Roma da dove era arrivata ad Arezzo, la sua città, trenta chilometri dalla sua mai dimenticata Terrossola. Arezzo e Terrossola, ti aspettano ancora, Rosalba. Vogliono ancora incontrarti per l’ultimo saluto sulle tue strade.

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