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Addio a suor Rosalba Sacchi: se ne è andata la madre di Caritas e Casa Thevenin

La religiosa si è spenta quest'oggi all'interno di una casa di riposo a Roma dove, da circa un anno, aveva scelto di ritirarsi

Arezzo piange la scomparsa di suor Rosalba Sacchi. Quest'oggi, 30 dicembre, l'anima e il braccio operativo della carità aretina se ne è andata in seguito a gravi complicazioni causate dal Covid. Rosalba Sacchi è stata tra i fondatori, nonché direttrice, di Caritas e Casa Thevenin due pilastri della solidarietà locale. Negli ultimi due anni aveva scelto di ritirarsi in una casa di riposo a Roma dove, proprio in queste ultime ore, si è spenta all'età di 84 anni.

Una grandissima perdita per il territorio dato che suor Rosalba era da sempre identificata come la madre degli ultimi, il punto di riferimento per poveri e persone con fragilità. "Con il suo carisma - ha sottolineto il presidente di Casa Thevenin, Sandro Sarri - è stata per anni il motore della carità. Non ho mai conosciuto una persona con lo stesso immenso amore verso il prossimo. È stata una donna straordinaria che con la sua forza ha contribuito alla crescita di quelli che sono stati i suoi due gioielli: Caritas e Thevenin".

In lutto anche la grande famiglia della Caritas diocesana di Arezzo realtà che, come noto, per anni ha lavorato a strettissim contatta con suor Rosalba.

"Molti di noi - ricorda Andrea Dalla Verde, attuale vice direttore di Caritas nonché storico volto dell'associazione - hanno collaborato per anni con suor Rosalba, anni in cui sono stati creati servizi, organizzati eventi, fatto nascere il rapporto annuale sulle povertà, promosse le Caritas parrocchiali e tanto altro ancora. È per lei che nel 2000 sono rimasto a lavorare in Caritas dopo l'obiezione di coscienza. Non potevo dirle di no. Il suo ufficio era la strada e l'intesa sul promuovere servizi di carità è sempre stata totale. Grazie suor Rosalba perché sei stata una maestra di vita e un esempio per tutti noi"

Il cordoglio di amministrazione comunale e Casa Thevenin

“Una triste notizia”: il sindaco Alessandro Ghinelli, il vicesindaco Lucia Tanti e il presidente di Casa Thevenin Sandro Sarri commentano così la morte di suor Rosalba avvenuta in queste ore. “Un profilo caro a tutta la città, non solo per il suo incedere e il suo sorriso che caratterizzavano la parte alta del centro storico, dove si trovavano i luoghi a lei più familiari in cui svolgeva la sua missione. Suor Rosalba, dalla Caritas al Thevenin, ha rappresentato un valore, una virtù imprescindibile per la morale cristiana: la carità. E l’ha declinata in ogni sua possibile forma, rendendola per questo ‘pietas’ in senso ampio, patrimonio di tutti, credenti e non. Ad Arezzo viene a mancare una figura di riferimento, capace di donare a chiunque e a cuore aperto, a favore della vita di tante persone che anche in città vivono una realtà d’indigenza. A nome dell’amministrazione comunale e di Casa Thevenin esprimiamo il più sentito cordoglio e rinnoviamo, ancora una volta, la nostra gratitudine".

La nota dell'Arcivescovo Riccardo Fontana

La Chiesa Diocesana di Arezzo affida al Signore l’anima benedetta di suor Rosalba Sacchi che ha raggiunto la Gerusalemme del Cielo. Mentre chiediamo suffragi per la degna figlia di San Vincenzo de Paoli, che ha speso in mezzo ai poveri del nostro territorio gran parte della sua vita, invochiamo dal Signore il premio eterno per la sua serva fedele a cui questa Diocesi deve gratitudine per il prezioso servizio reso quale direttore della Caritas Diocesana dal 1997 al 2010. Alla famiglia religiosa alla quale appartenne e a quella naturale, nella nativa Terrossola, il più forte cordoglio e l’assicurazione della preghiera.

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