Fondi esauriti per i migranti, il caso di Arezzo. Dalla prefettura: "Non lasceremo 1.065 persone in strada"

Arezzo è una delle trenta province italiane a “rischio assistenza per i rifugiati”, lo riporta il Sole 24 Ore di oggi. Mancano i soldi per i centri di assistenza temporanea e l'Aretino sarebbe una delle zone più colpite dal blocco dei pagamenti...

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Arezzo è una delle trenta province italiane a “rischio assistenza per i rifugiati”, lo riporta il Sole 24 Ore di oggi. Mancano i soldi per i centri di assistenza temporanea e l'Aretino sarebbe una delle zone più colpite dal blocco dei pagamenti per i gestori dei Cas. Che ci siano difficoltà non viene negato dalle parti della prefettura, ma filtra molta prudenza: “Siamo in attesa delle decisioni del ministero dell'Interno. I nuovi finanziamenti devono essere decisi entro la fine dell'anno. Di certo, ad Arezzo non assisteremo allo scenario che qualcuno paventa: con profughi in strada, che non ricevono più assistenza dai centri che attualmente li accolgono”.

Il dato aggiornato ieri parla di 1.065 migranti ospitati tra i Cas (centri di assistenza temporanea) sparsi nella provincia di Arezzo. I pagamenti per le società che li gestiscono, secondo il Corriere della Sera (che tre giorni fa ha fatto esplodere il caso a livello nazionale), sarebbero fermi al 31 marzo scorso. E mancherebbero circa 600 milioni di euro (che a dicembre potrebbero lievitare fino al miliardo) per rifinanziare il sistema che coinvolge grandi e piccole realtà specializzate nel settore.

Sono le associazioni più piccole - che devono fornire pasti, mantenere alloggi e garantire requisiti minimi di ospitalità - quelle che risentono del blocco. In molti casi – spiega Il Sole - è già stato sospeso il pocket money, cioè i 2,50 euro al giorno destinati ai migranti accolti. Ma questo, riferiscono dalla Prefettura, non sarebbe il caso di Arezzo. La cui situazione risulta comunque problematica al pari di Ancona, Avellino, Bari, Brescia, Campobasso, Firenze, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, L’Aquila, Latina, Lodi, Lucca, Macerata, Milano, Modena, Padova, Perugia, Potenza, Ravenna, Roma, Salerno, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e Viterbo.

A ribadire l'allarme è Confcooperative Toscana: “Le nostre coop non ricevono soldi dalle prefetture da 4 mesi, se i ritardi perdureranno ancora, sarà difficile riuscire a garantire la stessa assistenza ai richiedenti asilo accolti nelle nostre strutture”, spiega il presidente Fabio Palmieri che rappresenta 25 cooperative che si occupano dell’ospitalità dei migranti, accogliendo 2.350 persone. “E’ un ritardo preoccupante – spiega Palmieri – che mette in difficoltà le nostre cooperative, costrette ad anticipare di tasca propria le risorse. La situazione non può durare a lungo, il rischio concreto è che, senza risorse, le cooperative non riescano a fronteggiare le spese, e quindi dovranno rinunciare a pagare gli stipendi ai propri dipendenti. Ne risentirà l’accoglienza dei migranti sul territorio toscano, che rischieranno di trovarsi senza l’assistenza adeguata”.

In attesa che il Governo decida il da farsi, la palla - spiega il Sole - è in mano agli istituti bancari: quando smetteranno di erogare crediti, il sistema potrebbe collassare. Il Fatto quotidiano di ieri ha riportato che potrebbero finire in strada 20mila migranti dei 124mila attualmente ospitati in Italia (senza contare i minori non accompagnati). Un campanello d'allarme forte per l'ordine pubblico. E così, prassi collaudata delle emergenze, ecco spuntare il commissario: i fondi potrebbero giungere in seguito alla sua nomina. La figura designata è quella di Piero Fassino, sindaco di Torino fino allo scorso giugno (poi sconfitto alle elezioni) e a fine mandato alla guida dell'Anci.

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@MattiaCialini

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