Fiera, l'appello degli antiquari: "Torniamo al Prato". Lettera al sindaco: in 32 rimasti senza posto

Gli operatori hanno chiesto a gran voce di tornare al Prato, dove il distanziamento sociale è possibile e dove tutti possono lavorare. La scelta del ritorno in centro non è andata giù

Una lettera firmata da 80 espositori, che ad oggi sarebbe rimasta senza risposta. La rabbia che sembra salire di pari passo con la preoccupazione. E un "cortocircuito comunicativo" che lascia molte perplessità negli addetti ai lavori. E' questo il panorama tracciato da un folto gruppo di antiquari provenienti da tutta Italia che ogni mese prendono parte alla Fiera Antiquaria. Sono proprio loro a lanciare un appello all'amministrazione comunale, affinché in questa fase di emergenza sanitaria, la manifestazione torni al Prato e lasci le vie del centro storico. 

"Dopo l'invio della lettera al sindaco - spiegano - non abbiamo avuto risposte. Ma noi preferivamo rimanere al Prato".

La fiera nelle strade centro, in seguito all'emergenza Coronavirus, ha visto un taglio dei posti  degli espositori per garantire il distanziamento sociale.

"Per permettere di mantenere una distanza di due metri tra un banco e l'altro, sono stati eliminate 32 postazioni. Così 32 di noi - spiegano i firmatari -  non sanno se avranno un posto come spuntisti e dove potranno posizionarsi. Noi speravamo in un ritorno al Prato e, a dire la verità, eravamo contenti della decisione presa dopo il lockdown di ripartire direttamente da lassù. Lavoravamo in sicurezza, c'era tutto lo spazio necessario. Per questo nella lettera avevamo chiesto di spostarsi di nuovo al Prato a settembre e, se la situazione lo permettesse, tornare tutti quanti in centro ad ottobre".

La lettera parla chiaro: "La scelta di scendere in centro ad agosto ha sconvolto quel piccolo equilibrio che si era creato. Il motivo principale, a nostro avviso, è la confusione che si è creata per le vie del centro con banchi spostati, lunghi spazi vuoti tra di essi, Piazza Grande divisa dai tavolini dei ristoranti, spazi vuoti ovunque e infine mezza fiera al prato e mezza in centro con la frustrazione dei clienti che non sapevano dove andare.  Il tutto con una comunicazione agli espositori a soli 4 giorni dall’evento". E ancora: "La fiera in centro ha senso solo se siamo tutti in centro".

Non ultimo poi il fatto che l'edizione di settembre tradizionalmente si svolge al Prato e anche se quest'anno non ci sarà la Giostra, gli appassionati si aspettano di trovare i banchi all'ombra del Duomo. 

Gli 80 espositori hanno manifestato infine una palpabile delusione per non essere stati interpellati quando è stata presa la decisione: "Siamo anche molto dispiaciuti dall’essere stati totalmente ignorati ed esclusi dalle consultazioni avvenute riguardo alla fiera alle quali invece hanno partecipato i commercianti aretini".

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