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Domenica, 25 Febbraio 2024
L'approfondimento / Badia Tedalda

Banca, addio in 7 comuni: disagi per 12mila cittadini. La mappa delle chiusure

Sono per lo più i piccoli capoluoghi a pagare lo scotto. L'ultimo sportello cessare la propria attività sarà quello di Badia Tedalda, Fabi: "Fenomeno preoccupante, le istituzioni costruiscano relazioni con le banche"

L’ultima chiusura annunciata è quella di Badia Tedalda. Ma nell’elenco ci sono già anche Capolona, Chitignano, Ortignano Raggiolo, Montemignaio, Talla e Chiusi della Verna. Sette capoluoghi e 11.700 cittadini. Tutti accomunati dal fatto che non hanno, o presto non avranno più, uno sportello bancario dove recarsi per eseguire operazioni. A darne conferma è il responsabile della Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi), Fabio Faltoni. “A fine novembre - spiega - la filiale di Banca Intesa Sanpaolo di Badia Tedalda verrà chiusa. Una situazione non nuova che vede in tutto sette comuni, sei dei quali del Casentino, sprovvisti di sportelli. Quello della desertificazione bancaria è un fenomeno che abbiamo evidenziato da tempo. In tutta Italia il 7% della popolazione (più di 4milioni di cittadini) vive in territori senza sportelli bancari. In Toscana il fenomeno è molto meno accentuato (1,5%) anche se, nella sola provincia di Arezzo, quando sarà chiusa la filiale di Badia Tedalda, saranno quasi 12mila gli abitanti (3,5% della popolazione totale) che dovranno recarsi altrove per ricevere supporto”.

Uno scenario che, comprensibilmente, oltre a preoccupare amministratori e istituzioni, ha suscitato più di un interrogativo tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori.  “Nuovi modelli distributivi, obblighi comunitari, costi, economie di scala, razionalizzazioni e servizi online sono alcuni dei motivi che spingono le banche, soprattutto quelle più grandi, ad arretrare dai centri meno popolati - aggiunge Faltoni - Se guardiamo nella nostra provincia, tolta Capolona che conta oltre 5mila abitanti, nell’elenco ci sono tutti comuni con meno di 2mila abitanti. Da tempo, come sindacato, ci siamo detti preoccupati per l’abbandono dei territori in favore di modalità di fruizione definite più smart. Ma siamo convinti, e lo confermano pure i dati, che non tutti i tipi di clientela abbiano accesso ai servizi da remoto. Come riporta uno studio della Fabi, in Italia solo il 45% della popolazione usa l’internet banking. Anche se gli istituti di credito hanno un ruolo sociale, bisogna pure ricordare che sono aziende private, che hanno soci e proprietari ai quali rispondere e corrispondere dividendi. Consapevoli di questa loro doppia natura, gli enti locali di paesi molto piccoli dovrebbero cambiare approccio per evitare di restare senza prevedendo magari forme di partnership o di condivisione dei costi e avere costanti interlocuzioni con i vertici degli istituti”.

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