Così l'aumento dei morti nelle province d'Europa sotto Covid. Arezzo e la Toscana, la classifica

In Italia ci sono addirittura tassi negativi al Centro Sud durante il periodo di lockdown. L'indagine realizzata da Infodata del Sole 24 Ore

Se il numero complessivo dei contagi risulta difficile da ottenere, per via dei casi non emersi, un'incidenza della portata dell'ondata di Covid in Italia si può inferire dall'aumento della mortalità. Un'indagine di Infodata del Sole 24 Ore ha incrociato i dati raccolti da diverse fonti a livello europeo da Clara Guibourg per lo European Data Journalism Network con quelli di Istat sui decessi in Italia. E' stata così ricostruita una mappa che valuta l'impatto del coronavirus - nella sua fase più acuta - sulla mortalità in tutta Europa. Non c'è omogeneità sul periodo preso in considerazione, perché per alcuni Stati i dati sono aggiornati alla fine di aprile, altri arrivano fino a giugno. Per l'Italia, Infodata è riuscita a giungere fino al 15 maggio.

Così l'Europa

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La provincia europea col tasso più alto di mortalità è in Italia: quella di Bergamo. Nei mesi critici dell'epidemia, rispetto alla media dello stesso periodo 2015-2019, i decessi sono aumentati del 147,3%, cioè per ogni 2 morti del periodo di "normalità" ce ne sono stati 5 durante gli scorsi mesi. Ma osservando i colori della mappa è possibile notare come ci siano altre aree in Europa con altissima incidenza: complessivamente, in buona parte d'Italia, gli scostamenti di mortalità sono stati molto più lievi che altrove. Spagna, ad esempio: nel cuore della penisola iberica i decessi sono raddoppiati, o peggio (Madrid +128%). Nel nord-ovest sono cresciuti del 50% e in Catalogna del 70%. In tutto il Regno Unito, poi, non si scende sotto il 25% e si supera il 50%, mentre in Italia ci sono, specialmente al Centro-Sud, province con tasso negativo: durante il Covid la mortalità è cioè decresciuta. Problemi anche in Francia, ad est, con punte del 93%, in Olanda, Belgio, Svezia (Stoccolma +70%). Tuttavia, i dati ufficiali attribuiscono al coronavirus più morti in Italia che altrove: bisognerebbe aprire una discussione sull'attribuzione delle cause dei decessi in Italia e all'estero in questo periodo. 

Così in Italia

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Nella Penisola si può notare come il lockdown abbia portato addirittura a un lieve calo di mortalità rispetto al solito nelle zone centromeridionali, soprattutto in Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Umbria. Aumenti di mortalità più sensibili ci sono stati al Nord: Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige. Molto più bassa l'incidenza della mortalità, in alcuni casi quasi impercettibile (Belluno +1,1%), in Veneto, nonostante la prossimità alle zone più delicate, e Friuli Venezia Giulia. Da notare nelle Marche il picco di Pesaro Urbino, con 46%.

Così in Toscana

E Arezzo? La provincia non è messa affatto male, con un aumento della mortalità del 2,3% nonostante i casi delle Rsa. E' la quart'ultima della regione per incremento di decessi. Meglio fanno solo Siena, Prato (addirittura con decrementi) e Pisa. In testa per aumento di mortalità ci sono Pistoia e Massa Massa Carrara. 

1. Pistoia 6,4%

2. Massa Carrara 5,6%

3. Grosseto 3,8%

4. Lucca 3,4%

5. Firenze 3%

6. Livorno 2,5%

7. Arezzo 2,3%

8. Pisa 1,9%

9. Prato -3%

10. Siena -3,4%

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