Crollo sulla E45, sopralluogo degli esperti della procura di Arezzo: tra 20 giorni le prime indicazioni

Un geologo e un ingegnere. Sono i professionisti, incaricati dalla procura di Arezzo, che questa mattina hanno effettuato il primo sopralluogo sul teatro del crollo lungo la E45, tra le uscite di Pieve Santo Stefano

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Invia per email  |  Stampa  |   13 marzo 2018 16:29  |  Pubblicato in Cronaca, Valtiberina

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Un geologo e un ingegnere. Sono i professionisti, incaricati dalla procura di Arezzo, che questa mattina hanno effettuato il primo sopralluogo sul teatro del crollo lungo la E45, tra le uscite di Pieve Santo Stefano.

Si tratta del primo passaggio, ne seguiranno altri. Occorreranno almeno tre settimane affinché il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, possa avere in mano i primi rilievi degli esperti. Mentre per i risultati definitivi della perizia occorrerà attendere ulteriormente.

L’incarico ai due periti è stato affidato per cercare di comprendere i perché del crollo, tra gli oggetti di un’inchiesta – sempre più voluminosa – che riguarda la disastrata arteria E45.

Un fascicolo arricchito dal fatto che sono stati trovati rifiuti speciali nel materiali franato, come emerso qualche giorno fa.

L’ultimo capitolo delle travagliate vicende della E45 – tra neve, ghiaccio, chiusure e buche giganti – porta di nuovo al crollo di parte della carreggiata, tra la corsia di marcia e il bordo di una piazzola, nei pressi di Pieve Santo Stefano. Nel frattempo sono stati eseguiti lavori urgenti di ripristino da parte di Anas. E il materiale crollato è stato poi rimosso e stoccato da parte di una ditta della Valtiberina.

Sull’episodio, evidente dai primi giorni di marzo, è stata aperto un fascicolo da parte della Procura di Arezzo. Con il passare dei giorni gli inquirenti hanno formulato l’ipotesi di “disastro colposo”.

Nel frattempo sono stati eseguiti lavori urgenti di ripristino da parte di Anas. E il materiale crollato è stato poi rimosso e stoccato da parte di una ditta della Valtiberina.

I carabinieri forestali, nel corso di un accertamento nel sito dove il materiale è stato stoccato, hanno rilevato delle anomalie. In particolare, non avrebbero trovato “terre e rocce da scavo”, etichetta con la quale il materiale era stato stoccato.

Secondo i carabinieri forestali si tratterebbe di materiale classificabile come“rifiuti speciali da costruzione e demolizione”.

@MattiaCialini

 

 

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 Mattia Cialini 
Mattia CialiniNato nel 1983, lacustre trapiantato in Toscana. Vivo ad Arezzo, mi sento a casa anche al Trasimeno e in Maremma. Laureato in comunicazione di massa all'Università di Siena. Amo scrivere, ho la fortuna di farlo per mestiere dal 2002. Sommelier Ais
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