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"Chiesa che conserva l'ultimo Vasari lesionata dai lavori ad un parcheggio: aretini adottatela"

L'appello del magistrato di Misericordia: "Verso un progetto di restauro. Il dipinto staccato per accertare eventuali lesioni sulla parete: adesso sarà sottoposto a manutenzione"

Un'opera dal valore inestimabile, ovvero l'ultimo dipinto di Giorgio Vasari, in una chiesa che ha un impellente bisogno di essere restaurata. Proprio gli accertamenti per stilare un progetto di riqualificazione della chiesa della Santissima Trinità - gioiello barocco incastonato nel cuore di Arezzo, conosciuta dagli come chiesa della Misericordia, anche se in realtà è di proprietà del Comune - hanno richiesto una verifica anche delle condizioni della parete sulla quale poggiava quadro. E sono emerse "ferite" da curare.  L'opera così, che rappresenta la "Santissima Trinità con i santi Francesco, Donato e Agostino" e che risale al 1573, è stata staccata dalla sua sede e a sua volta verrà sottoposta a manutenzione.
"La chiesa - spiega Pier Luigi Rossi, governatore della Misericordia di Arezzo - è stata gravemente danneggiata durante i lavori di costruzione di un parcheggio sotterraneo che si trova proprio qui di fronte. Ha bisogno di un restauro e stiamo lavorando a un progetto da presentare in Comune per essere approvato. Ma per stilare tale progetto era necessario verificare l'entità delle lesioni e così anche quest'opera, dipinta 450 anni fa, è stata staccata e verrà sottoposta a manutenzione". 

La chiesa della Misericordia e la storia della compagnia della Santissima Trinità

La chiesa presenta profonde crepe lungo le pareti, spaccature che interessano soprattutto fregi ed elementi decorativi, ma che fortunatamente non vanno a intaccare la stabilità dell'edificio. È comunque necessario un restauro per riportarla all'antico splendore. E nell'occasione anche il dipinto di Vasari, che è stato già sottoposto a restauro alcuni anni fa, sarà oggetto di una manutenzione. 

L'ultimo Vasari staccato dalla sua sede

"Vorrei lanciare un appello agli aretini - conclude Rossi -: adottiamo questa chiesa. È un luogo di memoria e di ricordi legati ai nostri cari. Facciamo un restauro per renderla più luminosa e più accogliente, e riportarla in pieno nella vita degli aretini e della città". 

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