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Il Cavallino d'oro a Sabatino: "Un premio da dividere con i miei compagni"

Emozionato e con una dedica speciale. Sergio Sabatino ha ricevuto all'interno del museo del quartiere di Porta Santo Spirito il 61esimo Cavallino d'Oro. Il premio che ogni anno il quartiere della colombina assegna al miglior giocatore amaranto...

Emozionato e con una dedica speciale. Sergio Sabatino ha ricevuto all'interno del museo del quartiere di Porta Santo Spirito il 61esimo Cavallino d'Oro. Il premio che ogni anno il quartiere della colombina assegna al miglior giocatore amaranto votato da una apposita giuria. Un riconoscimento che è il più antico in Italia riservato ad un calciatore professionista.

Che effetto fa ricevere questo riconoscimento?

"E' un premio importante - confessa Sabatino - arriva al termine di una stagione indimenticabile per tanti motivi. Fa piacere essere considerato il migliore di 30 ragazzi ed è motivo di orgoglio. Voglio però ringraziare i miei compagni senza i quali non avrei potuto vivere una serata come questa".

Una stagione indimenticabile in mezzo a tante difficoltà.

"Una stagione iniziata male. Avevamo trovato la via giusta crollando poi nel periodo di Natale a causa delle brutte cose che sono accadute - commenta Sabatino - i mesi di gennaio e febbraio sono stati difficilissimi, poi con l'arrivo dell'esercizio provvisorio ci siamo ripresi. Fatta eccezione per Viterbo abbiamo semre dimostrato che potevamo lottare per la salvezza".

Un legame unico quello che si è creato tra voi e la città.

"Qualcosa di incredibile. La città, in primis i tifosi meritano adesso di festeggiare dopo aver contributo economicamente a fare in modo che l'Arezzo restasse in vita. I giocatori e gli allenatori passano ma i tifosi e la squadra resteranno sempre".

A proposito di futuro, Sabatino resterebbe ad Arezzo?

"Qui ho vissuto quattro anno vissuti intensamente - spiega Sabatino - io e la mia famiglia ci troviamo bene e resterei. Devo parlare con la società, non dipende solo da me. Mi pare di aver capito comunque che c'è la possibilità di proseguire il cammino insieme".

A chi dedichi questo premio?

"Lunedì avrei detto a mia moglie, oggi la dedica va a mio zio che purtroppo è scomparso poche ore fa. Era una persona che andava fiera dei miei risultati sul campo. Questo premio è per lui".

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