Coronavirus, Sarri ai francesi: "In Italia 3.500 tamponi, da voi solo 300. E' problema europeo"

Incalzato dalle domande dei giornalisti francesi alla vigilia del match di Champions, Maurizio Sarri ha risposto così alle domande sull'emergenza coronavirus in Italia

Maurizio Sarri

Impossibile non parlare del coronavirus alla vigilia di un incontro di Champions League come quello che questa sera vedrà l'Olympique Lione ospitare alle 21 la Juventus di Cristiano Ronaldo, nell'andata degli ottavi di finale. Incalzato dalle domande dei giornalisti francesci Maurizio Sarri non si è tirato certo indietro.

In Francia i sindaci delle due circoscrizioni su cui sorge il Parc Olympique lyonnais, lo stadio del Lione, avevano chiesto di impedire ai 3mila juventini di raggiungere la città francese.

"I tifosi italiani sono da sempre conosciuti per essere rumorosi e calorosi - sottolineano in sala stampa - qual è la sua opinione sulla richiesta dei due sindaci di impedire a loro l'accesso allo stadio per paura del contagio legato al coronavirus?"

E Sarri non si è certo nascosto dietro a giri di parole.

"La mia opinione da questo punto di vista è che il virus non è un problema europeo e non italiano - spiega il tecnico - in Italia sono stati fatti 3.500 tamponi e quindi abbiamo un certo numero di positivi. In Francia ne avete fatti 300 e ne avete molti meno. Fatene altri 3mila e forse ne avrete quanti noi. E' un problema europeo. Ritengo che i nostri tifosi abbiano il diritto di essere qui. Siamo davanti ad un problema e tutti abbiamo il dovere di cercare in prima battuta di contenerlo e in seconda battuta di risolverlo".

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