Domenica, 19 Settembre 2021
Calcio Giotto / Via Antonio Gramsci

Dal Consiglio Federale la graduatoria ufficiale dei ripescaggi. L'Arezzo non c'è, la nota della società

Si chiudono qui le ormai flebili speranze di ripescaggio in Serie C per la società amaranto

Il consiglio federale che si è riunito questa mattina ha definitivamente tolto ogni ormai flebile speranza ai tifosi dell'Arezzo. Anche se i ripescaggi sono stati rinviati a nuova data, per far sì che sia acquisita la pronuncia del Tar sui ricorsi presentati dalle squadre escluse (Chievo Verona, Sambenedettese ecc ecc), è stata però stilata la graduatoria delle società aventi diritto. Quella che mancava e che in questi giorni ha fatto fare un balletto di posizioni all'Arezzo e alle altre squadre in attesa del verdetto, sospese tra la D e la C.

La sorpresa è arrivata proprio da questa graduatoria che non cita la società amaranto. Andando con ordine il comunicato stampa ufficiale della Figc emesso a fine riunione dice: 

"In applicazione del Comunicato Ufficiale n.293/A del 14 giugno sono arrivate domande di integrazione di organico dai seguenti Club: Arezzo, Alma Juventus Fano, Cavese, Fidelis Andria, Latina, Lucchese, Pistoiese e Siena." Fin qui l'elendo delle domande arrivate per la procedura dei ripescaggi in serie C., poi aggiunge: "Il Bisceglie ha presentato domanda di riammissione, ma non essendosi verificata alcuna situazione prevista dall’art.49, comma 5 bis delle NOIF, la domanda è stata ritenuta inammissibile."

In base a questa premessa la graduatoria è stata stilata così: "Preso atto del parere delle Commissioni e dei criteri fissati dal Comunicato Ufficiale 285/A del 14 giugno, il Consiglio ha votato la seguente graduatoria per l’integrazione dell’organico in Serie C: Latina, Fidelis Andria e Siena provenienti dalla Serie D e Lucchese, Alma Juventus Fano e Pistoiese dalla Lega Pro (gli eventuali ripescaggi avvengono in maniera alternata, quest’anno con priorità alle società di Interregionale)."

Oltre a questo il comunicato specifica di fatto l'unica decisione partorita oggi: "Domande di sostituzione nel campionato di Serie C 2021/2022: provvedimenti conseguenti. A seguito della rinuncia della Società Gozzano, attesa la relazione della Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi-Organizzativi e della Covisoc, il Consiglio ha deciso di ammettere in Serie C l’AZ Picerno.
Successivamente, il Consiglio ha votato all’unanimità di ammettere in sovrannumero in Serie D la rinunciataria Gozzano tenuto conto della straordinarietà della situazione determinatasi a causa della pandemia da Covid-19."

Manca un accenno alla domanda dell'Arezzo, che è stata presentata sì, ma non messa in graduatoria. Perché si chiedono i tifosi? Perché comunque i posti eventualmente disponibili sarebbero stati esauriti? Oppure per altri motivi? L'unica certezza a questo punto è il campionato che affronterà l'Arezzo a partire dal prossimo settembre. Sarà quello della serie D.

Nel tardo pomeriggio è arrivata una nota ufficiale con la quale la società stessa intende chiarire alcuni aspetti:

"La Società Sportiva Arezzo in merito alle notizie emerse nella giornata di oggi relative a riammissioni e ripescaggi, vuole precisare alcuni aspetti. La società ha prodotto tutta la documentazione necessaria per poter concorrere al ripescaggio. La proprietà del club ha quindi depositato presso gli uffici competenti le due fideiussioni da 300mila e 350mila euro, insieme ai documenti relativi all’impianto sportivo e agli assegni circolari intestati alla Figc per un valore totale di 300mila euro come contributo straordinario. L’Arezzo, nonostante l’impegno e gli sforzi profusi, non può prendere parte al ripescaggio sulla base di una graduatoria di merito che la vede nelle ultime posizioni. Nonostante tutti gli sforzi profusi per il bene della squadra negli ultimi giorni si è assistito ad un rincorrere di teorie fantasiose sui social network che nulla avevano a che vedere con il diritto di esprimere la propria opinione. La Società Sportiva Arezzo diffida chiunque dal ledere l’immagine e offendere i propri dirigenti e tesserati, riservandosi di perseguire i responsabili per via legale."

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