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Arezzo-Imolese, le pagelle di Giorgio Ciofini

Ormai si segna solo di rigore e, per cavare il vino dai fiaschi, non si tira più in porta

E, alla fine, c’è da esser contenti. Pronti via e “il Celestino” fa gridare due volte al gol, con Piu e Cherubin. Viceversa, nel finale, Lombardo (palo clamoroso) e l’ex Polidori ci fanno vedere le streghe. Ormai si segna solo di rigore e, per cavare il vino dai fiaschi, non si tira più in porta. L’Imolese almeno ci prova, una volta, con Provenzano. Nel mezzo tramontana a gogò e invidia “a bigoni”, per chi è rimasto al caldino.

Sala: Bravo su Provenzano nell’unico tiro nello specchio, si becca la tramontana e i brividi del finale. Voto: 6+.

Maggioni: Se la cava su Bip Bip Piovanello, un paio di volte per il rotto della cuffia, da soldatino affidabile. Voto: 6.

Cherubin: Contiene Polidori (che non è un fulmine) e sfiora anche il gol personale. Voto: 6+.

Sbraga: Giganteggia nei corpo a corpo e rincula da paura in campo aperto. Con Cherubin, fa coppia anche in questo. Voto: 6+.

Luciani: Il nostro vice, centenario di battaglie amaranto, sgassa e scassa. Cross a sfare e solite amnesie al vento. Voto: 6.

Di Paolantonio: Alex è il regista (senza alternative) del film celestino stinto. Ma è un regista? Voto: 5.

Benucci: Solito Max in cerca d’autore. Non fa peggio di Pirandello e non lascia mai niente da ricordare. Voto: 5,5.

Iacoponi: Qualche merendina da ragazzi. Forse si chiede troppo a questo 2002, sempre più erede di quel Caso, che non dava neanche alla mamma. Voto: 5.

Arini: S’è tolto i sassi dalle tasche, Mariano. Partita di sostanza, da Samurai inurbato. Il migliore. Voto: 7.

Perez: Fuorigioco e fuori palla. Il nostro Leo, ancora a digiuno, non ne azzecca una ch’è una. Giornataccia: voto: 4.

Piu: Da fuori rosa a inamovibile. E l’unica grande partita, l’ha giocata da centravanti. C’era Pavanel con la Feralpi. Voto: 5.

Cutolo: Un quarto d’ora per centrare l’obbiettivo. Immagine del capitano e dell’andazzo celestino-blindato. Voto: ng.

Stampete: Nel fisico ricorda (vagamente) Gerd Muller. Fa sempre piacere il debutto d’un “citto”. Soprattutto se ha il vizio (precoce) del gol, che ci manca da morire. Voto: ng.

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