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Un giorno in Regione, Rossi non c'è: cosa succede? Le ipotesi con i consiglieri aretini

Enrico Rossi in consiglio regionale non c'è stato questa settimana. Ma questa non è una novità, commentano in giro, ci sono presenti di volta in volta gli assessori che devono rispondere alle interrogazioni e alle mozioni dei consiglieri di...

Enrico Rossi in consiglio regionale non c'è stato questa settimana. Ma questa non è una novità, commentano in giro, ci sono presenti di volta in volta gli assessori che devono rispondere alle interrogazioni e alle mozioni dei consiglieri di opposizione e di maggioranza. Ma adesso però ci si fa più caso. La scissione nel Pd che il governatore della Toscana ha guidato insieme a Speranza ha portato alla nascita dei Democratici e Progressisti (anche se il nome non è ancora depositato visto che ci sono liste che già si sono chiamate così).

In Regione però per adesso Enrico Rossi non ha lasciato il Partito Democratico e sembra che nessuno dei Dem sia pronto a dare vita a un nuovo gruppo consiliare. Ma cosa accadrà nei prossimi mesi? Enrico Rossi lascerà la guida della Regione? Questa sembra l'ipotesi più lontana, nessuno tra i nostri intervistati la vede come una possibile conseguenza della scissione nazionale. Enrico Rossi resterà in sella allora, nel senso che non si dimetterà. Con tutta probabilità sì. Ma come? E' qui che divergono le posizioni politiche tra Stefano Mugnai di Forza Italia e Marco Casucci della Lega Norda da una parte e Lucia De Robertis e Valentina Vadi del Partito Democratico dall'altra.

"Sono due anni che Rossi è proiettato sulle dinamiche interne a quello che fino a pochi giorni fa era il suo partito - commenta Stefano Mugnai che è anche vice presidente della commissione sanità - Credo che questa sarà la prima legislatura della Toscana che si concluderà prima del previsto, credo che lui punterà a essere cacciato dai renziani per fare la vittima sul palcoscenico nazionale e loro lo accontenteranno, così la legislatura terminerà. Lo show down definitivo sarà nel momento in cui ci avvicineremo alle elezioni politiche, voteremo anche per la Regione. E per il centro destra la sfida è di presentarsi unito per avere le carte in regola per vincere le elezioni regionali."

Sulla stessa linea la posizione di Marco Casucci, consigliere di opposizione della Lega Nord:

"Le sue continue assenze sono un fatto abbastanza grave, di mancanza di rispetto per l'aula, l'abbiamo detto più volte. Quello che succederà non mi è dato saperlo, io ho un auspicio che è quello di avere un presidente della Regione Toscana che lo faccia a tempo pieno, la Regione e anche la provincia di Arezzo hanno bisogno di essere seguite in maniera incessante e continua."

Cambiano i toni passando alla maggioranza dove il territorio aretino esprime due consiglieri nelle fila del Partito Democratico

"Io penso e spero che non succeda nulla, abbiamo avuto un mandato ampio dai cittadini - commenta la vice presidente del consiglio regionale Lucia De Robertis - Siamo in 25 consiglieri, saremo 24 se lui deciderà di uscire dal gruppo Pd. Credo che dovremo continuare a seguire il faro della fiducia che gli elettori hanno messo nelle nostre mani, abbiamo un programma dettagliato, specifico e condiviso, continueremo a collaborare con Rossi, altrimenti i toscani non lo capirebbero. Ci sono tante cose da fare da qui al 2020, di tutto c'è bisogno che di continuare a guardare all'ombelico dei problemi di un partito e non a quelli dei cittadini, io da cittadino sarei stanco."

Anche Valentina Vadi espressione del Pd valdarnese la pensa così:

"Osservo con pacatezza e oggettività quello che sta facendo Rossi. La scelta di uscire dal suo punto di vista è del tutto legittima, ma io resto nel Pd, un partito che può dare tanto alla regione e al nostro paese. Credo che sulla politica regionale non ci saranno ricadute."
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