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Servizi di pulizia a scuola. Marchetti: "Al fianco dei 15 senza contratto. La Regione non li lasci indietro"

"Nel contesto di emergenza sanitaria e ricadute economiche conseguenti va preservato ogni posto di lavoro. La Regione arriva sempre troppo tardi"

"La Regione sulle vertenze occupazionali arriva sempre troppo tardi, ma oggi più che mai chiediamo alla giunta toscana di non lasciare indietro nessuno, e in particolare i 15 bidelli dell’Aretino e i 268 toscani rimasti esclusi dal processo di internalizzazione e quindi sostanzialmente destinati a finire disoccupati". L’appello arriva dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti che, proprio nel contesto emergenziale generato dalla diffusione del Covid-19, invita a non abbassare la guardia rispetto alle altre vertenze.

Servizi di pulizia a scuola, 15 lavoratrici aretine escluse dall'internalizzazione

"La situazione che l’altro giorno è precipitata con la chiusura delle trattative a livello nazionale sugli appalti pulizie nelle scuole – ricorda Marchetti – si trascina da tempo. La Toscana cosa ha fatto? Come si è impegnata rispetto ai lavoratori finora a rischio e adesso sull’orlo della disoccupazione?"

"Oggi il contesto di emergenza sanitaria aggrava le lacerazioni lasciate aperte negli anni dal Pd e dalla sinistra che non ha saputo o voluto governare alcune materie – incalza Marchetti – così da lasciarsi sempre qualcosa da finanziare, qualche nastro da tagliare, qualche tappetino rosso da percorrere una volta a ridosso delle elezioni. Ecco. Oggi a ridosso delle elezioni abbiamo un virus in larga misura ancora ignoto di cui però una cosa già la sappiamo: al di là degli aspetti squisitamente sanitari, il Coronavirus produce un contagio profondamente avverso rispetto alle nostre economie. Ecco quindi che quanto non è stato affrontato in passato, oggi diviene a sua volta un’emergenza. Tante emergenze percepite come piccole dall’alto dei palazzi di governo regionale, sono una enorme emergenza per i territori e per le famiglie che patiscono il contraccolpo".

"Per questo – conclude Marchetti – noi oggi sollecitiamo la Regione a non lasciare indietro nessuno, tanto meno i 15 lavoratori e lavoratrici aretini e i 268 toscani che come bidelli nelle nostre scuole concorrono ad assicurare pulizia, igiene e controllo degli ambienti in cui normalmente i nostri ragazzi passano tante ore. Sono lavoratori preziosi, e preziosa per l’intera collettività è la loro occupazione".

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