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Rifondazione Comunista e i "tradizionali disagi natalizi al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Donato di Arezzo"

"E’ vero che a fine anno si usa rispettare le tradizioni: l’albero e il presepio (l’assessora Tanti docet), i regali, il pranzo e il cenone. Ma c’è una tradizione che ai lavoratori dell’ospedale di Arezzo, ma soprattutto agli sfortunati pazienti...

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"E' vero che a fine anno si usa rispettare le tradizioni: l'albero e il presepio (l'assessora Tanti docet), i regali, il pranzo e il cenone. Ma c'è una tradizione che ai lavoratori dell'ospedale di Arezzo, ma soprattutto agli sfortunati pazienti del Pronto Soccorso, piacerebbe non rispettare. E invece anche quest'anno il sovraccarico di interventi di emergenza ha fatto collassare la struttura". Così il Partito della Rifondazione Comunista interviene sui recenti episodi di super affollamento presso il pronto soccorso aretino.

Mentre la dirigenza della ASL Toscana SudEst nella conferenza stampa di fine anno enumerava le cifre dell'anno appena trascorso e annunciava in pompa magna le magnifiche sorti e progressive per il 2018, negli stessi giorni al Pronto Soccorso la coda delle ambulanze in attesa sembrava quella di via Roma e via Crispi.

Siccome i disagi natalizi non sono una novità, il problema era stato oggetto di raccomandazioni e accordi presi con le organizzazioni sindacali. Accordi e misure organizzative evidentemente insufficienti, dato che la GCIL FP ha giustamente protestato, ed la dirigenza ASL è dovuta ricorrere a ridicole giustificazioni, scaricando la colpa sulle tardive forniture delle barelle.

Secondo Rifondazione Comunista - Federazione di Arezzo invece i disagi di questi giorni non possono essere ricondotti a problemi organizzativi (che pure ci saranno) o scaricando la colpa sui fornitori (anche se le forniture potrebbero essere programmate un po' meglio). Il problema è ormai sempre lo stesso: a furia di tagliare sulla spesa per la sanità pubblica la coperta è ormai insufficiente. E le responsabilità non sono limitate a errori gestionali dirigenziali o cattive politiche regionali (che pure ci sono).

Le manchevolezze sono l'inevitabile risultato del grave attacco al sistema sanitario pubblico e universalistico. Nel nostro Paese la percentuale di PIL destinata alla spesa sanitaria è inferiore alla soglia di rischio indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, e le politiche liberiste del Governo di centro sinistra, sulla scia dei precedenti di destra, non hanno fatto che procedere con ulteriori tagli. Le conseguenze sono evidenti: livelli assistenziali in caduta libera, liste d'attesa in crescita, diseguaglianza di accesso ai servizi, cioè: i poveri rinunciano a curarsi, mentre i ricchi possono rivolgersi alla sanità privata, che infatti si sta attrezzando anche con i servizi di Pronto Soccorso.

Per le prossime elezioni del 4 marzo Rifondazione Comunista invita a votare per il movimento Potere al Popolo, nel cui programma si legge fra l'altro:

- garanzia di livelli essenziali di assistenza erogati dal SSN e la loro omogeneità su tutto il territorio nazionale;

eliminazione dei ticket sulle prestazioni sanitarie;

- taglio drastico dei tempi d'attesa, anche attraverso la modifica delle norme che regolano l'intra moenia;

- un nuovo programma di assunzioni per sanità e servizi socio-assistenziali, che elimini il precariato, con l'immediato sblocco del turn-over;

- l'uscita dell'impresa privata dal business sanitario;

- il potenziamento dei servizi sanitari esistenti, con il blocco dei processi di ridimensionamento e chiusura di ospedali periferici e lo sviluppo di una rete capillare di centri di assistenza sanitaria e sociale di prossimità.
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