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Provincia, Rifondazione si smarca dal centrosinistra: "Libertà di voto". Strada più complicata per Ginetta Menchetti

Prc Arezzo in una lunga nota spiega i perché del mancato appoggio alla lista di centrosinistra guidata dal sindaco di Civitella Ginetta Menchetti

In vista delle prossime elezioni provinciali Prc chiarisce la propria posizione.

Partiamo dal dato di fatto, come già sostenuto 4 anni fa, che siamo di fronte a una elezioni farsa. La Provincia, trasformata in ente di secondo livello, perde tutte le competenze e le deleghe, importanti e fondamentali, che nel corso degli anni gli erano state attribuite. In nome di una spending review assurda si è deciso di andare a eliminare un ente strumentale all’attuazione di alcune politiche oltre che per creare una omogeneità all’interno del territorio di competenza.

Rifondazione poi lamenta l'assenza di un voto diretto:

Cosa ancor più assurda è l’aver tolto ai cittadini una parte di democrazia importante e di rappresentanza, e i sindaci, già oberati da mille problemi, si devono far carico di rimostranze e proteste su tematiche una volta gestite direttamente dalla Provincia. Spetta poi al primo cittadino confrontarsi con la Regione, con tutto quello che ne consegue in termini di tempo e di burocrazia; le provincie come ente potrebbero sostituire in toto, secondo noi, le funzioni delle Regioni, autorità, ambiti, consorzi e altri enti rappresentando molto meglio le istanze dei cittadini e dei territori, soprattutto soggette a giudizio del popolo ogni 5 anni.

Il partito guidato da Erika Rampini se la prende poi con il voto ponderato.

Riteniamo, inoltre, assurda la modalità di votazione. Il voto ponderato è un principio discriminatorio, secondo il quale i cittadini di comuni piccoli contano meno di quelli più grandi. Infatti il voto di ogni consigliere ha un valore diverso in base al comune di appartenenza, considerato che già di per sé il numero di abitanti incide sul numero dei consiglieri eletti. Evidentemente i nostri cittadini non sono tutti uguali. E come 4 anni fa l’indicazione ufficiale è l’astensione.

E infine l'indicazione:

Vero è che nessuno di noi spera nella vittoria di una lista di centrodestra, nessuno di noi vorrebbe vedere la Provincia, medaglia d’oro al valore militare, gestito e guidato da chi rinnega questi ideali, il Partito che rappresentiamo, e che rappresenta i nostri elettori crede nell’antirazzismo e nell’antifascismo. Ed è per questo che lasceremo comunque libertà di voto, in base a ragioni di coscienza, ai consiglieri che si richiamano alla nostra tradizione.

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