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Vaccari e Mattesini: "Comune in ritardo sui servizi pre e post scuola. E cosa ne sarà delle mense scolastiche?"

"Tutto questo si riversa sulle spalle delle famiglie che stanno cercando di difendere il loro posto di lavoro e hanno bisogno di questi servizi per armonizzare i tempi di ogni giorno"

Le scuole oggi hanno riaperto, ma ancora le famiglie si domandano se saranno attivati davvero i servizi pre, post e dopo-scuola e se le mense scolastiche saranno garantite nei giorni in cui non c'è rientro obbligatorio.

Le consigliere comunali del gruppo Pd Valentina Vaccari e Donella Mattesini sostengono che «l’assessore Tanti ha dichiarato che le richieste pervenute per i servizi aggiuntivi non superano il 7% del totale degli alunni che torneranno tra i banchi. Ci domandiamo che dato sia e su che base sia calcolato. Inutile giocare con le parole e le cifre, 10.000 euro ad istituto, poco meno di 1000 euro a scuola». «Ci sono plessi che non hanno iscritti per questi servizi semplicemente perché gli è stato detto che non sarebbero stati attivati e non perché le famiglie non ne abbiano necessità. L’assessore Tanti come al solito sposta l’attenzione dal vero problema, ossia assumersi la responsabilità personale per una disorganizzazione evidente nei servizi da offrire ai cittadini, all’additare la Regione Toscana per non aver ancora dettato le linee giuda a cui attenersi per l’inizio dell’anno scolastico. Ma cosa crede che possa mai cambiare rispetto all’anno scorso riguardo alle misure di sicurezza anti-Covid? L’amministrazione non doveva aspettare nulla per organizzarsi, ma predisporre già da luglio un piano: capire i bisogni e prospettare possibili soluzioni, sedersi ad un tavolo con dirigenti, genitori e cooperative che gestiscono i servizi. Da sempre, molti comuni organizzano direttamente l’anticipo, il posticipo e il dopo-scuola, senza delegare i servizi alle scuole».

E continuano: «Questa amministrazione non anticipa mai le richieste dei cittadini per tempo, non analizza i bisogni, ma aspetta sempre che sia la domanda dei cittadini a far scaturire delle soluzioni. Questo fa sì che l’organizzazione dei servizi arrivi sempre troppo tardi e pertanto chi davvero avrebbe bisogno spesso si organizza diversamente. Non è un merito occuparsi dei servizi aggiuntivi a metà settembre, è una grave mancanza. Questo modo di fare del Comune, o meglio di non fare, ha il premeditato obiettivo di inibire la domanda delle famiglie già all'origine. Una vera presa di giro.»

Concludono: «Il Comune deve garantire il diritto alla scuola in presenza, gli spazi interni ed esterni adeguatamente sistemati, i servizi collaterali preziosi per la conciliazione tempo lavoro-famiglia, l’anticipo e posticipo, il trasporto scolastico piuttosto che il servizio mensa. La scuola deve essere un sistema integrato socio-educativo e ricreativo, dove la collaborazione tra scuola ed amministrazione deve essere forte».

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