Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Mancata vigilanza di Ato? Ghinelli risponde. E il M5S attacca sui costi di Sei Toscana

"Le recenti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti oltre ad alcuni amministratori di Sei Toscana anche la figura del Direttore Generale dell’ATO, dimessosi nell’ottobre dell’anno scorso, hanno avuto importanti ripercussioni sul regolare...

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"Le recenti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti oltre ad alcuni amministratori di Sei Toscana anche la figura del Direttore Generale dell'ATO, dimessosi nell'ottobre dell'anno scorso, hanno avuto importanti ripercussioni sul regolare funzionamento della stessa Autorità e sulla sua capacità amministrativa, di indirizzo e di controllo". Attacca così una nota di Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo ma anche presidente dell'Ato Rifiuti che, secondo una relazione dei commissari di Toscana avrebbe mancato di vigilare sulla situazione del soggetto cui è stata affidata la gara d'appalto per il servizio rifiuti nella Toscana Sud.

Ricordo al riguardo - spiega Ghinelli - che la L.R. 69/2011 che istituisce le Autorità d'ambito attribuisce importanti funzioni al Direttore Generale quali la gestione del contratto di servizio, il controllo sull'attività del soggetto gestore del servizio ed all'applicazione delle sanzioni e delle penali contrattuali previste in caso di inadempienza del gestore medesimo, nonché alla predisposizione degli atti da sottoporre all'ap­provazione dell'assemblea. Malgrado ciò l'assemblea, oltre a dare avvio fin da subito all'iter amministrativo per la nomina del nuovo Direttore generale, avvenuta lo scorso 29 agosto, ha adottato importanti atti tra i quali ricordiamo il corrispettivo annuale di gestione 2017 che, tra le altre cose, hanno garantito la prosecuzione del servizio da parte del gestore, alcuni piani di riorganizzazione dei servizi e l'istituzione del Comitato delle Ambiti Ottimali di Raccolta".

Ghinelli risponde così ai commissari straordinari di Sei Toscana, i quali hanno imputato all'Autorità di Area Vasta il mancato controllo e indirizzo proprio sul gestore unico dei rifiuti a seguito della verifica di quanto dovuto ai Comuni relativamente alla Tia, la tariffa di igiene ambientale, il cui ammontare è stato certificato dal Prefetto di Siena Armando Gradone.

"Non sfuggirà inoltre ai commissari - continua Ghinelli - il diffuso malcontento dei Comuni per un servizio svolto dal gestore al limite della stretta sufficienza, spesso accompagnato da numerosi rilievi e lamentele". Conclude Ghinelli: "Mi preme ricordare che in questo difficile periodo sia il Consiglio Direttivo, che il Comitato delle AOR che la struttura tecnica dell'ente hanno operato e predisposto la bozza di Regolamento Tipo di igiene urbana e la bozza del Regolamento di Gestione e Controllo ovvero quei documenti necessari a consentire all'Autorità di svolgere appieno la propria funzione di controllo sulla gestione di un servizio di per se articolato e complesso, finora svolto in maniera problematica dal gestore".

Sulla più amplia questione di Sei Toscana interviene anche il M5S di Arezzo con una nota.

Il commissariamento si è reso necessario per le gravi irregolarità emerse dalle indagini della Procura di Firenze sulla gara da 3,5 miliardi di Euro che ha portato all'affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti a SEI, talmente gravi che il Prefetto secondo legge ha dovuto nominare ben tre commissari e per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per i vertici di SEI a ATO Toscana Sud, autorità per il controllo e l'indirizzo del servizio.

Inoltre, dopo il commissariamento, nonostante l'avvio del procedimento anticorruttivo, ATO non ha preso alcuna iniziativa nei confronti di SEI.

Il MoVimento 5 Stelle dei gruppi Ato Toscana Sud ribadisce che i costi sostenuti da SEI per il pagamento dei tre commissari non possono e non devono assolutamente finire nelle bollette pagate dai cittadini, infatti nel corrispettivo di servizio possono essere computati solamente i costi legati al servizio stesso.

Per gli emolumenti dei commissari, SEI dovrà attingere agli utili di esercizio o semmai con risorse proprie, che finirà con il far pesare comunque il costo del commissariamento, anche se in maniera indiretta, nelle nostre tasche visto che tra i soci di SEI figurano, indirettamente, anche i Comuni.

Quello che invece è finito ingiustamente in bolletta, facendo lievitare i costi per i cittadini, sono le gravi irregolarità emerse dalle indagini, che vanno dalla turbativa d'asta alla corruzione.

Chi dovranno quindi ringraziare i cittadini per tutto questo? La risposta per noi è chiara: il PD.

Se non fosse per il sistema di raccolta e smaltimento rifiuti in ATO Toscana Sud messo in piedi dal PD, ritenuto corrotto e irregolare dalla Procura oltre che inefficace e anti-economico, non dovremmo pagare le tariffe tra le più alte d'Italia con risultati a dir poco imbarazzanti e non dovremmo sostenere anche i costi per scongiurare il pericolo di condizionamenti illeciti, garantendo il rispetto della legalità che, vale la pena ricordarlo, non è un'opzione da valutare ma l'unica strada da percorrere sempre. Grazie al lavoro di studio del contratto di servizio e della gara di affidamento condotto in questi anni dal M5S, adesso c'è un presidio di legalità sul contratto che rappresenta una garanzia per i cittadini.

Inoltre, i profitti generati dalle gestione del servizio durante tutta la fase del commissariamento non vengono incassati da SEI e ripartiti tra i soci, ma accantonati in un fondo di garanzia che, una volta accertate le irregolarità riscontrate, verrà utilizzato per risarcire l'appaltatore del servizio, ovvero i Comuni.

I portavoce del M5S hanno più volte segnalato agli amministratori comunali le criticità riscontrate e avanzato proposte concrete per la loro soluzione. Ovviamente i sindaci e gli altri amministratori non ci hanno voluto ascoltare, invece che discutere di una materia complessa come il sistema di gestione rifiuti nel nostro territorio, evidentemente a loro è interessato più mantenere lo status quo delle cose. Dispiace che le indagini della Procura ci abbiano dato ragione, perché significa che in questi anni siamo stati amministrati male, in modo non trasparente e molto probabilmente in alcuni casi anche disonestamente.

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