Ghinelli detta le linee guida per la ripartenza: "Oltre 4 milioni di euro per il primo atto della Fase 2"

Il sindaco ha annunciato durante il consiglio comunale tutte le azioni che la giunta ha messo in campo per sostenere famiglie e imprese. Tari, Cosap, parcheggi gratuiti, tasse scolastiche e bonus sulle sanificazioni

Il sindaco Alessandro Ghinelli durante il consiglio comunale ha esposto una lunga relazione sule linee guida che la giunta ha messo in campo per sostenere la città di Arezzo a seguito della pandemia legata al Covid-19. Riduzione di Tari e Cosap, parcheggi gratuiti fino al 31 dicembre 2020, maggiori spazi all'aperto per le attività, annullamento rette scolastiche. Oltre 4 milioni di euro a sostegno di famiglie e imprese.

La Fase 1

"In maniera, almeno per quest'aula, piuttosto irrituale, sono qui ad esporre le linee guida che ispirano le azioni che la giunta comunale ha messo in campo per sostenere la città di Arezzo a seguito della gravissima pandemia che, come noto, ha accostato all'emergenza sanitaria una altrettanto grave emergenza economica e sociale. Prima di entrare nel merito di questa manovra straordinaria mi preme, seppur succintamente, raccontare ciò che l'Amministrazione ha inteso mettere in campo anche durante la fase 1, cioè quella del lockdown. Fin dall'inizio, e siamo nella prima decade di febbraio, ho inteso subito che la situazione a cui stavamo andando incontro aveva i caratteri della straordinarietà e della forte emergenzialità. Ci incamminavamo verso una inedita congiuntura che avrebbe stravolto le vite di tutti noi e che ci avrebbe messi dinanzi ad una prova durissima, certamente per gli aspetti sanitari, ma altrettanto certamente per le ricadute sociali ed economiche. Ed infine ci siamo trovati dentro la “pandemia”. Se è vero che Arezzo ha resistito bene a questa epidemia riportando un numero di cittadini positivi tutto sommato contenuto, è altrettanto vero che alla città di Arezzo è stato chiesto di pagare un prezzo all'emergenza sanitaria molto alto, essendo stata individuata come una delle due città nell'area Toscana sud est, che ha ospitato l'ospedale Covid".

La trasformazione del San Donato in ospedale Covid

"La trasformazione del San Donato in ospedale Covid ha obiettivamente stravolto l'organizzazione sanitaria aretina, mettendo i nostri professionisti e i nostri cittadini in condizione di dover far fronte a problematiche aggiuntive e anche a sfide superiori che abbiamo affrontato con grande competenza e compostezza, ma che è mio dovere ricordare e far valere in tutti i contesti e su tutti i tavoli. In questa prima fase quindi il mio dovere di sindaco si è sdoppiato in due priorità: seguire passo passo le trasformazioni che il sistema sanitario stava affrontando, consapevole delle ricadute indubbiamente pesanti che si stavano determinando; sostenere la città dentro questa inusuale tempesta con gli unici strumenti che erano possibili: la presenza costante in ogni passaggio strategico, e la continua, corretta e trasparente informazione verso tutti e su ogni aspetto. Questi oltre 70 giorni hanno avuto, anche nei confronti dell'Azienda, alti e bassi, luci e ombre, ma sono sempre stati scanditi da reciproca collaborazione e da necessaria chiarezza, tenendo presente che ognuno svolgeva il proprio ruolo, ma avendo ben chiaro che il mio ruolo era quello prevalente perché metteva al centro i diritti e i legittimi interessi di tutti i cittadini di Arezzo". 

Fase 2: prudenza e coraggio

"Oggi si stanno scrivendo le prime pagine della fase 2, una fase per certi versi ancor più difficile e delicata, perché se da una parte segna la ripartenza, dall'altra, se questa ripartenza non sarà corretta, rischiamo di mettere in seria discussione ogni risultato fin qui raggiunto. Ciò che dobbiamo quindi contemperare è la prudenza con un razionale coraggio, sia nelle scelte sia negli atteggiamenti, consapevoli che la “ferita sanitaria” ha generato una profonda crisi sociale collegata ad una altrettanto profonda crisi economica in un rapporto, tra questi due aspetti, mai così interconnesso dal dopoguerra ad oggi. Difficilmente nella storia la relazione tra coesione sociale ed economia è stata così profonda come quella di oggi. Ecco perché al netto delle azioni che da qui a breve vi andrò a spiegare, è bene che non sfugga la logica politica che sostanzia e che rende ragione di ogni singola scelta che la giunta fa. Lo spirito complessivo è quello di puntare su azioni di tenuta sociale che abbiano come obiettivo non l'assistenza ma la ripartenza, avendo ben presente che se da una parte esiste una fascia di disagio storica, alla quale abbiamo sempre risposto e alla quale intendiamo rispondere sempre, dall'altra in questi pochi mesi si è determinata una nuova fascia di persone a grave rischio sociale, che non possiamo permetterci che si consolidi nel disagio, perché solo se questo insieme di persone ripartirà, allora il sistema città ripartirà. Covid 19, se da un punto di vista sanitario ha colpito in maniera indiscriminata, da un punto di vista sociale ed economico è andato a colpire, per ragioni evidenti, quelle persone e quelle famiglie legate all'attività privata, al lavoro atipico, alle partite IVA, al lavoro legato all'arte e all'ingegno, e più specificatamente quelle persone prive di reti e di garanzie se non la loro capacità e forza di lavorare, di produrre, di generare ricchezza e risparmio. Questa specifica fascia, per tradizione cittadina ma anche nazionale, è anche l'espressione più diffusa del motore di un sistema che produce anche quelle ricchezze utili a sostenere chi finora non ce l'ha fatta. Dico questo per dare il senso della complessità nella quale ci troviamo e delle responsabilità che tutti abbiamo nell'affrontare questa fase. E da qui l'idea che queste linee guida debbano esprimere in sé il concetto di forte tenuta e di altrettanto forte ripartenza, nella piena consapevolezza che solo attraverso questa combinazione noi potremo ricostruire un tessuto produttivo che di per se stesso è un tessuto di coesione sociale". 

Le misure 

"E veniamo alle misure, che vanno divise in due grandi capitoli. Il primo capitolo è quello dei sostegni indiretti e delle azioni che l'Amministrazione ha già fatto e farà per sostenere famiglie ed imprese in questo particolare momento. L'Amministrazione ha deciso di mettere del suo, in nome e per conto dei cittadini, scegliendo giustamente di non pretendere e altrettanto giustamente di facilitare. All'interno di questo capitolo quindi sta la scelta di agire fortemente nella riduzione della Tari con una previsione di quasi un milione di euro all'interno del bilancio comunale; di agire altrettanto decisamente sulla Cosap; di dare avvio al progetto "Arezzo sicura e viva" mettendo a disposizione delle attività produttive strade e piazze per poter avere spazi adeguati nell'esercitare il loro lavoro potendo così recuperare le regole legate al distanziamento sociale; di tenere al minimo previsto dalla legislazione statale l'imposta pubblicitaria; azzerando fino al 31 dicembre 2020 il costo dei parcheggi Baldaccio, Mecenate, ospedale San Donato; annullando fin da subito e senza richiedere nemmeno quote simboliche di sostegno le rette scolastiche, il cui peso per soli tre mesi si aggira intorno al mezzo milione di euro di mancate entrate. Oggi il Comune di Arezzo ha la forza di poter sostenere queste misure, grazie ad un bilancio sano, che ci permette di sostenere mancate entrate offrendo servizi anche se diversi, altrettanto finalizzati all'interesse dei cittadini". 

Interventi diretti

"Accanto a questo capitolo vi è il piano straordinario degli interventi diretti: dal bonus sanificazione, 200mila euro per iniziare, dedicato alle attività produttive perché possano riaprire senza dover anche pagare la riapertura, ad un bonus complessivo che verrà a sua volta articolato, legato alle politiche di coesione sociale e di sostegno e supporto alle politiche familiari e abitative. Si tratta di risorse che andranno direttamente nelle tasche degli aretini e che saranno destinate proprio a quella fascia grigia di cui sopra abbiamo parlato e che saranno tutte costruite in azioni di tutela e di ripartenza. Vi è anche una misura fortemente innovativa che tiene insieme l'assessorato alle attività produttive e al turismo e l'assessorato alle politiche di coesione sociale e alla famiglia finalizzato al sostegno di quelle persone e di quelle famiglie che hanno scelto nel turismo e nella cultura la loro maggior fonte di reddito, nella consapevolezza della svolta culturale che dal 2015 ad oggi ha caratterizzato Arezzo e che non può prescindere dall'impegno e dall'ingegno di quegli aretini che nel turismo e nella cultura producono reddito e al tempo stesso producono servizi ed iniziative di qualità. Particolare vicinanza poi al tema delle politiche abitative, che assume esso stesso un elemento centrale nella costruzione di una tranquillità basica di dignità di vita, in assenza della quale ogni prospettiva di ripartenza è decisamente compromessa. Non ultimi, gli interventi di collaborazione e di sostegno legati al mondo sportivo, al mondo dell'associazionismo giovanile, al mondo del volontariato e del terzo settore, di ispirazione laica o cattolica, nella certezza che saranno proprio loro insieme a noi a ricostruire quel tessuto di socialità che abbiamo dovuto sospendere, ma senza il quale è impensabile che la città di Arezzo, così come tutta l'Italia, possa ripartire".

Le cifre 

"La somma dei soli interventi indiretti è di circa 3.241.000,00 euro. La somma invece degli interventi diretti di sola natura municipale è di 1.014.000,00 euro, per un totale complessivo è di 4.255.000,00 euro. Con questi 4.255.000,00 euro il Comune di Arezzo inaugura il primo atto della fase 2, per dare quindi avvio a quella ripartenza nella consapevolezza che se da una parte è necessario che anche ai comuni venga dato un ristoro importante, le condizioni nelle quali ci troviamo ci permettono di fare fronte tanto a queste mancate entrate, tanto a queste dirette liquidità indirizzate ai cittadini aretini". 

I gruppi di lavoro

"Questa manovra però ha fin da subito sentito l'esigenza di essere affiancata dai protagonisti che stanno sul campo, nella consapevolezza che una Amministrazione si qualifica per le risorse che eroga e per i servizi che offre, in un contesto di condivisione che se è necessaria sempre, oggi è indispensabile più che mai. Ecco perché sono stati istituiti dei gruppi di lavoro che in maniera sostanziale più che formale ci accompagneranno con suggerimenti e critiche, con indirizzi e proposte, fino almeno a quando non raggiungeremo la fase 3 o forse anche la fase 4. Il primo gruppo di lavoro è dedicato al piano straordinario per le attività produttive e il sistema economico aretino, e che vede la presenza del sindaco, dell'assessore all'attività produttive, dell'assessore al bilancio e di tutte le categorie economiche; il secondo gruppo di lavoro è dedicato al piano straordinario per la famiglia, l'educazione e lo sport, e vede la presenza del sindaco, dell'sssessore alle politiche sociali, famiglia, sanità e scuola e dell'assessore alle politiche abitative, patrimonio, sport e pari opportunità, insieme a tutte le realtà più significative legate a questi temi; il terzo gruppo di lavoro è dedicato al piano straordinario per la coesione sociale e vede la presenza del sindaco, dell'assessore alle politiche sociali, famiglia, sanità e scuola e dell'assessore alle politiche abitative, patrimonio, sport e pari opportunità, insieme a Caritas, Croce Rossa, Croce Bianca, Misericordia e Arezzo Casa. In tutti i gruppi di lavoro vi è una rappresentanza consiliare di maggioranza e di opposizione. Tutti i gruppi di lavoro sono stati già convocati per la prima volta e tutti i gruppi di lavoro già da subito, al di là della convocazione formale, sono in relazione stretta con l'Amministrazione per suggerire progetti, dare indicazioni, condividere percorsi e criticità". 

Il futuro della sanità

"Nessuno di noi sa esattamente che cosa ci aspetterà nei prossimi mesi, e tutti siamo consapevoli, al di là della dialettica politica, che ciò che ci aspetta ha i caratteri della indeterminatezza e della difficoltà, ma ciò di cui io sono sicuro è che Arezzo è entrata dentro questa tempesta con le caratteristiche, e prima ancora con il carattere per poterne uscire, certamente provata ma anche rafforzata. Queste misure rappresentano un inizio, ritengo decisamente significativo, di una serie di interventi che sosterranno la città nel suo diritto di lasciarsi alle spalle questo momento di grande difficoltà, nella certezza che ciò che dobbiamo dare è la forza per ripartire e non un generico assistenzialismo fine a se stesso. Chiudo con un accenno alla sanità: l'ho detto in premessa e lo ribadisco ora, che ad Arezzo è stato chiesto moltissimo, e moltissimo abbiamo dato, e lo abbiamo dato anche bene. Ci sarà quindi una fase 2 anche per la sanità aretina, che non si potrà esaurire e non si esaurirà semplicemente nel ripristino della situazione pre-Covid, ma nell'avvio di un nuovo corso di investimenti, di servizi, e di progettualità di cui non possiamo fare a meno, e che sono già in larga parte nell’agenda politica di questa Amministrazione e della direzione generale della Asl sud-est".

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