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Giuseppe Giorgi

Giuseppe Giorgi

L'appello dal Pd per il Pd: "Non andatevene. No alla scissione"

Il consigliere nazionale del Pd Giuseppe Giorgi lancia un appello affinché non avvenga la scissione all'interno del Pd: "Invito agli iscritti PD mentre la Lega insulta i giornalisti"

Lettera del consigliere naizonale del Pd Giuseppe Giorgi:

Questo è un tempo politico affascinante che riapre a una fase costruttiva della politica nazionale e non so pensare a un PD che non eserciti la responsabilità unitaria per la coesione sociale, per quell’idea d’ Italia buona che ho ascoltato poche ore fa a Cortona, all’incontro organizzato da Areadem, dal ministro della Cultura e turismo Dario Franceschini.

Quell’Italia diversa e distante da chi inveisce come a Pontida contro i giornalisti, incita alla caccia contro l’ebreo, contro il “ sionista “ Gad Lerner a cui va la mia personale solidarietà civile e politica. Un’Italia che vuole ripartire da valori di solidarietà e umanesimo personalista.

Il pericolo di una destra rozza, xenofoba, aggressiva, non è scomparso, anzi i prossimi mesi saranno tempi di richiami forcaioli, i demagoghi chiameranno alle piazze con parole d’ordine fatte di rancore e odio, per questo c’è bisogno di un PD a vocazione unitaria. 

Un PD plurale che nasce da sensibilità diverse comunque d’ispirazione popolare, tutte legate al movimento riformatore del nostro Paese. La pluralità è una ricchezza che non può andare dispersa ed è dal confronto che nasce la linea forte di un partito popolare non personale. Non a caso uno degli applausi più lunghi all’incontro di Cortona di Areadem è andato al riconoscimento  che Dario Franceschini ha fatto delle generosità e saggezze del Segretario nazionale Zingaretti.

Il mio personale viaggio dentro il PD mi ha visto in minoranza in tempi in cui contro la mia sensibilità politica e, allora ad Arezzo, non eravamo tanti, i pasdaran della Leopolda gridavano “ fuori, fuori “ . Allora non uscimmo e con amarezza, pubblicamente, non condivisi la scissione guidata da autorevoli personalità Democratiche. 

Oggi, anche per il mio ruolo nazionale nel PD, chiedo agli amici del territorio provinciale di non perseguire la strada negletta della scissione, di promuovere iniziative a vocazione unitaria contro qualsiasi scissione mascherata che veda, ad esempio, la nascita di gruppi parlamentari separati. La lotta politica, il confronto interno, chiedono in questo tempo un supplemento di ascolto, di abilità politica, che contribuiscano alla formazione di una grande alleanza civile da Roma ad Arezzo passando per i livelli regionali.

Quale è il senso politico di una scissione personale? Legata a un capo che se davvero leader può svolgere invece ruolo e parte dentro il PD di tutti? 

In questi giorni ad Arezzo, il PD sta avviando un percorso congressuale di notevole interesse nel suo approccio provinciale, foriero di una partecipazione plurale che apra ad una nuova esperienza di gestione che chiami insieme le migliori esperienze del territorio all’insegna della parità di genere. Il PD aretino può, direi deve andare a Congresso per innovare nei metodi e nei programmi aprendo nel capoluogo ad una grande alleanza municipale che salti le sconfitte delle “piccole coalizioni“.

Ora la scissione risentirebbe dei tatticismi nazionali e dei posizionamenti locali semmai attorno al “ professionista “ ottimato di turno.  A Roma come ad Arezzo prima la politica poi gli uomini. C’è un rispetto che dobbiamo al nostro popolo, alle migliaia di militanti Democratici, ai nostri iscritti che anche alle primarie aretine mi hanno chiesto unità, lealtà al PD, il PD di tutti.

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