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"La Fondazione Feltrinelli a Castiglion Fiorentino?" Tutti i dubbi del Pd

"Soprattutto ci interroghiamo, come può una Fondazione come la Feltrinelli, che ha un preciso indirizzo di natura culturale e ideale andare a braccetto con un assessore come Lachi che va a inaugurare la sede di Casa Pound?"

"Apprendiamo da una dichiarazione dell’assessore Lachi che il comune di Castiglion Fiorentino sta predisponendo un “cantiere” di lavoro con la Fondazione Feltrinelli su un format finalizzato a valorizzare le peculiarità culturali del territorio, tutto questo attraverso una partnership che dovrebbe concretizzarsi a breve.

Sarebbe un’ottima notizia per la nostra cittadina e un cambio di rotta di non poco conto degli indirizzi amministrativi rispetto ad un recente passato, dove la cultura era diventata il fanalino di coda. Tuttavia ci domandiamo: è veramente un cambio di rotta oppure è il solito tentavo di utilizzare nomi e istituzioni di prestigio per fini propagandistici e di risonanza mediatica?"

A porsi la domanda è il Pd di Castiglion Fiorentino. 

"In questi anni abbiamo assistito a continue comparsate, per le vie castiglionesi di attori, ex calciatori, allenatori, piloti di navi, politici, critici d’arte, registi che sono serviti solo a fare selfie, post su Facebook e reportage su giornali e tv. Un apparato di promozione, pagato con i soldi pubblici, per coprire l’assenza di progetti e interventi dell'amministrazione comunale. Sarà così anche per la Fondazione Feltrinelli?"

Poi un'altro quesito:

"Ma soprattutto ci interroghiamo, come può una Fondazione come la Feltrinelli, che ha un preciso indirizzo di natura culturale e ideale andare a braccetto con un assessore come Lachi che va a inaugurare la sede di Casa Pound? Come può legarsi ad una amministrazione che ha portato Casa Pound dentro il consiglio comunale e che riceve in pompa magna Matteo Salvini (quando non era più ministro) nelle sede comunale? Come può accettare di stringere accordi di collaborazione con un sindaco che fa dichiarazioni allucinanti sul tema dell’immigrazione e sulla storia contemporanea del nostro paese, fino al punto di negare, con mille sotterfugi, la cittadinanza onoraria a Liliana Segre?  Saremo vecchi e decrepiti ma francamente non riusciamo a capire come si possano conciliare situazioni tanto distanti in termini culturali e politici. Dopodiché la Fondazione può stringere accordi con chi vuole, salvo poi non meravigliarsi se tutto questo genera una certa confusione nella testa delle persone, equiparando idee completamente diverse."

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