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Bandiera del Blocco Studentesco all'assemblea del Liceo Redi. Il preside: "L'ho rimossa per garantire imparzialità"

Polemica del Blocco studentesco nei confronti del preside Anselmo Grotti del Liceo scientifico Francesco Redi di Arezzo. Motivo del contendere la rimozione della bandiera del Blocco dal bancone dell'aula magna dove si stava svolgendo l'assemblea...

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Polemica del Blocco studentesco nei confronti del preside Anselmo Grotti del Liceo scientifico Francesco Redi di Arezzo. Motivo del contendere la rimozione della bandiera del Blocco dal bancone dell'aula magna dove si stava svolgendo l'assemblea d'istituto.

Da una parte ci sono le dichiarazioni del responsabile del Blocco Studentesco Andrea Perugini. La delegazione di tre militanti erano stati inviatati per illustrare, nella seconda parte dell'assemblea, le modalità tecniche del voto. La loro partecipazione era stata regolarmente approvata dal preside.

Secondo il racconto dei rappresentanti del Blocco "una delegazione di tre militanti del Blocco Studentesco, regolarmente invitati dai rappresentanti con approvazione del preside, é stata bloccata durante l'assemblea dal preside del liceo. Nel pieno dell'assemblea difatti il preside si é recato davanti alla cattedra presieduta dai militanti del Blocco Studentesco strappando letteralmente la bandiera del movimento studentesco bloccando il tutto. "Stavamo solamente spiegando come si può esprimere la propria preferenza in sede di votazione" commenta Andrea Perugini, responsabile del Blocco Studentesco Arezzo "La nostra intenzione era mostrare come apporre il proprio voto, senza fare riferimento a nessun partito o movimento politico, incentivando il diritto democratico di tutti."

A questa ricostruzione il preside Grotti non ci sta e tiene a rimettere in ordine le cose, per come sono andate.

"La ricostruzione fatta, che ho letto on line è fantasiosa, i ragazzi dovevano intervenire nella seconda parte dell'assemblea per spiegare le modalità tecniche del voto, io stesso li avevo autorizzati, ma quando sono entrato ho visto che era stato appeso il loro striscione, coprendo anche il nome e il volto di Redi, il nostro simbolo. Ho chiamato i rappresentanti d'istituto, ho chiesto con cortesia almeno cinque volte che lo staccassero, io non ho strappato niente, ma non l'hanno fatto, allora mi sono avvicinato alla cattedra e ho staccato il nastro adesivo che lo teneva, perché il fatto che fosse esposto era un'anomalia, non era garantito il rispetto di tutti, poi ho detto loro che potevano continuare a parlare senza problemi, ma loro non hanno voluto andare avanti nonostante l'impegno preso con noi e i nostri studenti. Era giusto che lo facessi perché sono il garante dell'imparzialità della nostra scuola, mi sono mosso con cortesia e c'è un'intera platea di persone che lo possono testimoniare."

Dal canto suo il Blocco ha dichiarato ancora:

"Preserviamo la nostra identità rispettando i principi di democrazia, se veniamo privati della nostra bandiera é come se ci venisse tappata la bocca, una cosa che non siamo disposti ad accettare. In nessun altra scuola della città era accaduto un fatto del genere che ha lasciato tutti con l'amaro in bocca.

"Assemblee al Liceo Linguistico Vittorio Colonna, al Liceo Classico Luca Signorelli di Cortona, mai nessuno ci ha negato il diritto concessoci dai responsabili degli istituti e siamo rimasti sconcertati dall'atteggiamento del preside che prima ci concede spazio e poi barbaramente strappa davanti ai nostri occhi e a quelli di tutti studenti, il nostro vessillo. Ci siamo sempre presentati come Blocco Studentesco e mai come privati, l'azione di ieri mattina é stata inammissibile." Cosí conclude il responsabile provinciale del movimento Andrea Perugini.

Mentre il Blocco dice di aver ricevuto le scuse degli studenti del Redi, lo stesso Grotti racconta invece di aver ricevuto lui le scuse da parte dei suoi rappresentanti d'istituto.

"Nessuno ha negato loro il diritto di parola - spiega ancora Grotti - il Liceo Redi è la casa di tutti, è un luogo sereno e imparziale dove confrontarsi, ma non era corretto esporre quello striscione, nel rispetto di tutti gli studenti che hanno idee e posizioni diverse. E vogliamo continuare a tenere i toni cordiali, tanto che abbiamo anche aderito al manifesto della comunicazione non ostile."

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