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"Arezzo città europea? Ghinelli lo dimostri partecipando al bando per i nuovi alberi"

La nota dell'avvocato: "Arezzo ha più che mai bisogno, in questa fase storica, di un vero e proprio ufficio bandi (c'era, prima di essere smantellato) che sia in grado di reperire tali risorse, che sono del tutto mancate in questi anni"

Riceviamo e pubblichiamo dall'avvocato Vittorio Martinelli.

Nella prima dichiarazione rilasciata appena avuta la conferma della sua vittoria alle elezioni comunali, il sindaco Ghinelli ha detto di voler "fare di Arezzo una città europea".

Se davvero è questo il suo obiettivo, lo dimostri, prendendo le distanze da sé stesso, o almeno dalla giunta che abbiamo visto in questi ultimi cinque anni.

Decine di bandi di finanziamento, regionali, nazionali e, per l'appunto, europei, potrebbero essere infatti accessibili da parte della nostra amministrazione, garantendo fiumi di risorse da utilizzare per l'ammodernamento della città.

Arezzo ha più che mai bisogno, in questa fase storica, di un vero e proprio ufficio bandi (c'era, prima di essere smantellato) che sia in grado di reperire tali risorse, che sono del tutto mancate in questi anni, in cui si è pescato unicamente dal bilancio comunale.

Uno di questi bandi, dal valore complessivo di 5 milioni di euro, promosso dalla Regione Toscana, è tuttora aperto, e mette a disposizione di una lista di Comuni che intendano parteciparvi (tra cui potenzialmente ci sarebbe anche Arezzo) contributi fino a 400.000 euro ciascuno per la piantumazione di nuovi alberi che possano migliorare la qualità dell'aria e della vita nelle città.

Cosa aspetta dunque l'amministrazione a parteciparvi e a chiedere questi fondi?

Perchè se l'obiettivo è diventare una città europea, allora è bene sapere che in Europa, come nel resto del mondo, si va sempre più verso città verdi e sostenibili.

Cosa che non ha fatto Arezzo in questi cinque anni, con il verde pubblico che ha subito una assurda e insensata devastazione.

Il neo-confermato sindaco dimostri quindi di essere coerente con quanto dichiarato, segnando una netta discontinuità con la direzione che la città ha tenuto finora, che porta dovunque tranne che ad essere più "europea".

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