Lunedì, 14 Giugno 2021
Cultura

Enrico Fink, Patrilineare e il bisogno di ricordare

È andato in scena in questi giorni “Patrilineare – Un racconto” di Enrico Fink. Un omaggio alla Giornata della Memoria prodotto dalla cooperativa aretina Officine della Cultura con una lunga storia alle spalle, tanti incontri in Italia e in Europa...

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È andato in scena in questi giorni "Patrilineare - Un racconto" di Enrico Fink. Un omaggio alla Giornata della Memoria prodotto dalla cooperativa aretina Officine della Cultura con una lunga storia alle spalle, tanti incontri in Italia e in Europa, e un quartetto di musicisti sul palcoscenico: Enrico Fink (flauto oltreché voce narrante della sua personale ricerca storico/genealogica), Massimo Ferri (chitarra), Luca Roccia Baldini (basso) e Gianni Micheli (clarinetto basso).

"Patrilineare", all'interno della rassegna Mappamondi organizzata dalla Rete Teatrale Aretina, ha incontrato per l'occasione gli studenti delle scuole superiori di Arezzo e di Castiglion Fiorentino rispettivamente presso il Teatro Pietro Aretino e il Teatro Comunale Mario Spina. Teatri, per l'appunto, spazi extra-ordinari dove il quotidiano può sospendersi dando luogo al tempo del racconto, della memoria e del confronto. Ad Arezzo, in particolare, ha ospitato tra il pubblico gli studenti del Liceo Classico e Musicale "F. Petrarca" impegnati, per le molteplici ragioni che fanno sì che uno spettacolo di narrazione si sposi drammaturgicamente con la musica e grazie alla fattiva collaborazione tra l'Istituto scolastico e Officine della Cultura, in un percorso virtuoso di alternanza scuola lavoro tuttora in corso collegato allo spettacolo e alla ricerca musicologica compiuta da Enrico Fink.

Tra questi riportiamo la nota a fine spettacolo di due studenti, Allegra Barsotti e Tommaso Bocconi, che, computer alla mano, hanno voluto lasciare il teatro dedicando all'autore del racconto un segno di profonda partecipazione, segnalando l'importanza dell'incontro e del dialogo che ne è seguito. Per non dimenticare che la Giornata della Memoria, oggi, è anche questo. Ringraziandoli per aver fatto partecipare anche noi all'evento, in parte, con il loro scritto.

Enrico Fink, Patrilineare e il bisogno di ricordare

Il suo cognome, la sua origine, un documento, una foto, una giacca e un fortissimo sentimento d'appartenenza: solo questo aveva a disposizione Enrico Fink per far rivivere il suo bisnonno, Benzion Fink, tuttavia immergendo lo spettatore con un'intensità travolgente in una storia vera e tanto lontana quanto attuale.

Partito da Byelopole, Russia, costretto a scappare a seguito di un massacro, riguardo al quale Enrico recita una poesia commovente di un poeta ebreo, Chaim Nachman Bialik, incaricato di raccontarne l'evento, l'antenato di Fink riesce ad arrivare in Italia, a Ferrara, dove trova stabilità, per quanto momentanea, e soprattutto amore.

Enrico immedesimandosi nel bisnonno narra e canta, proprio come il suo avo faceva nella sinagoga della città, destando ammirazione negli spettatori oggi, allo stesso modo del lontano parente nei concittadini nel passato.

Dando testimonianza e gloria al parente attraverso un viaggio nel passato e nella cultura ebraica accompagnato dalla magnifica musica live Enrico Fink, consapevole del massacro nazista e dell'occupazione fascista, ha voluto raccontare una vita umana e quindi di valore e, seppur condizionata dalla guerra, degna e vissuta intensamente, soffermandosi non tanto sulla sofferenza ma sul coraggio di voler sempre e comunque esserci, non sopravvivere.
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