Venerdì, 30 Luglio 2021
Cultura

Emozioni tra racconti e musica: "Storie di fiume" incanta Sestino

Quella di giovedì, 16 agosto, nel moderno anfiteatro di Sestino, è stata una serata “magica” nel contenuto e nella resa di una rappresentazione che ha visto sul palco l’attrice Bruna Braidotti, Romano Tedesco, fisarmonicista, e un pesce. Grazie...

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Quella di giovedì, 16 agosto, nel moderno anfiteatro di Sestino, è stata una serata “magica” nel contenuto e nella resa di una rappresentazione che ha visto sul palco l’attrice Bruna Braidotti, Romano Tedesco, fisarmonicista, e un pesce. Grazie alla drammaturgia di “Storie di fiume”, spettacolo portato a Sestino dalla Compagnia di” Arti & Mestieri”, che, con un inedito “Festival teatro e Musica” di vallata, per la prima volta viene coinvolto anche Sestino. E la storia potrebbe continuare, vista la collaborazione della “Scuola di teatro comunale” biturgense.

La “presentazione” racconta una “vagabonda dei fiumi”, che percorre storie, leggende, magie: a Sestino un tema centrale è stato il rapporto con il fiume Foglia, che deriva il nome da una “maga” inscritta nel pantheon della mitologia romana. 

La “maga Braidotti” ha raccontato, però, qualcosa ancora più profondo e umano: la storia dell’uomo, della donna, del territorio, con una bravura oltre lo stereotipo che è servito come punto di partenza, dimostrando una grande capacità di lettura storica, non solo locale, ma della “nazione Italia”. Commoventi – nel contesto- le pagine delle guerre a noi più vicine - dalle invasioni napoleoniche, alle due guerre mondiali - dove la musica e dolenti canzoni hanno sostituito le semplici parole e la fisarmonica di Tedesco ha “sonorizzato” le emozione e la “cattiveria” delle armi. Gli uomini – donne e uomini - vivevano un tempo sulle rive e “dentro” i fiumi, come anguille e pesci ma i fiumi sono stati anche – da Sud a Nord - le tombe di tanti giovani italiani e sestinati- sul Tagliamento, sull’Isonzo – dove la cattiveria dell’uomo ha mostrato tutta la sua feroce disumanità.

Il “pesce” era in scena, “muto come un pesce”, ma elemento essenziale dell’acqua che, nel risalire le scogliere dall’Adriatico all’Appennino, ha accompagnato l’evoluzione della “donna” dal preistorico, all’epoca dei Piceni, dei Galli, degli Etruschi, al peana dei Medici sul Sasso di Simone, incarnando una donna non solo femmina- nel tempo -ma maga, madre, amante, perseguitata, sostegno indefesso della famiglia…

Quel “pesce/uomo” si cuoceva a passo lento e finiva “pasto” e paradigma di un “amore magico” tra Foglia e l’amante.

Scritto e “vissuto” per più giorni nel magico castello medioevale di Monterone di Sestino, la soddisfazione è stata espressa da Caterina Casini e dal sindaco di Sestino Marco Renzi e da un pubblico plaudente.

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