Venerdì, 25 Giugno 2021
Cultura Quarata

"Nel set de La vita è bella a 11 anni: iniziò così la fiaba". La storia di Carlotta Mangione, da Arezzo ai palchi dei teatri italiani

Aveva lunghi capelli rossi sciolti sulle spalle e una pelle diafana. Gli occhi verdi, grandi ed espressivi, guardavano già lontano, ma quando insieme a Roberto Benigni e Nicoletta Braschi si trovò a Castiglion Fibocchi a girare la celebre scena del "Buongiorno Principessa" di La Vita è bella, non poteva immaginare quanto la sua vita sarebbe stata segnata. 

"Quando rivedo quella scena provo tanta tenerezza per quella bambina, quasi fossi un'altra persona. Poi i ricordi prendono il sopravvento". Carlotta Mangione venti anni fa era una bambina. Aveva lunghi capelli rossi sciolti sulle spalle e una pelle diafana. Gli occhi verdi, grandi ed espressivi, guardavano già lontano, ma quando insieme a Roberto Benigni e Nicoletta Braschi si trovò a Castiglion Fibocchi a girare la celebre scena del "Buongiorno Principessa" di La Vita è bella, non poteva immaginare quanto la sua vita sarebbe stata segnata. 

Nata a Quarata, la più piccola di quattro fratelli, Carlotta ha continuato su quella strada e oggi, mentre il mondo intero ricorda i 20 anni dal premio Oscar, lei ha fatto della recitazione la sua professione. 

In quel film recitò la parte di Eleonora, la bimba che nelle prime scene del film, fu la testimone dell'incontro tra Guido-Benigni e Dora-Braschi. 

"Di quei giorni mi ricordo tante cose belle - dice Carlotta -, al di là della fatica, fu un'esperienza meraviglisa. Sono stata catapultata in questo che oggi è il mio mondo a tutti gli effetti, con un'auto che venne a prenderci alle sei di mattina. Poi per due giorni vissi in un mondo fantastico, quasi da fiaba. Un'esperienza senza dubbio nuova e per alcuni aspetti paurosa agli occhi di una undicenne. Perché era una macchina, quella dello spettacolo, che non conoscevo ed era complicata da capire".

Il via vai di tecnici, i truccatori, le persone addette ai costumi, la battuta da ricordare. Insomma una grande frenesia:

"Ma fu la gentilezza di tutti quanti i presenti, a partire dal primo componente della troupe passando  per Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, a tranquillizzarmi. E con tranquillità in quei due giorni proseguirono i lavori in un clima di gioco, perché con lui, con Benigni, è difficile non divertirsi anche quando si lavora". 

Da allora Carlotta non ha mai mollato. Ha continuato ha studiare presso la Libera Accademia del Teatro. Ha integrato i corsi di teatro con quelli di canto, danza e musical: "Tutto quello che potevo fare l'ho fatto. Ho proseguito fino alla fine del liceo. La Libera Accademia è diventata una famiglia che mi ha cresciuta in senso artistico, dandomi basi eccezionali, trasmettendomi passione e grande amore per questo lavoro".

Poi dopo il liceo la vera sfida:

"Ho tentato il provino all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvia d'Amico. Non sono entrata: è stata una batosta tremenda. Ho iniziato l'università, ma non riuscivo a sare lontano dal teatro. E così l'anno dopo ho ritentato il provino. Ancora non me ne capacito, ma sono entrata, ho studiato tre anni, mi sono diplomata nel 2012 e la recitazione è diventata la mia professione".

Un sogno realizzato e tanti progetti in corso. Tra questi un progetto indipendente di una regista molto giovane, diplomata in Accademia, Irene di Lelio: "E' uno spettacolo che nasce da interviste fatte a donne ricoverate in Oncologia all'ospedale di Ortona.  A maggio poi sarò di nuovo in scena con "Vox family", spettacolo scritto e diretto da Francesco Petruzzelli e  realizzato con alcuni compagni di accademia, con il quale l'anno scorso abbiamo vinto il Festival inDivenire". 

E proprio così, in divenire, va avanti la carriera di quella bambina che a 11 anni  recitò nella pellicola che venti anni fa vinse tre Oscar. Record da allora mai replicato dai film italiani. 

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